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L’amore adolescenziale è da sempre un grande topos del cinema e dell’arte in generale: nonostante sia una tematica frequente, raccontare i turbamenti, i conflitti, il desiderio e l’instabilità delle prime, potenti attrazioni sessuali e amorose, diventa sempre un’avventura diversa in quanto, banalmente, il contorno e la struttura sono dissimili. Possono infatti essere alternativi i punti di vista, come anche la chiave delle narrazione e i personaggi coinvolti: in qualche modo non ci annoia mai e sta alla delicatezza e genialità della sceneggiatura e regia portare avanti un prodotto che sappia davvero cogliere nel segno.

Se già La vita di Adele e Chiamami col tuo nome sono due esempi virtuosi di quanto può essere impattante e significativo portare sul grande schermo amori adolescenziali arcobaleno, anche il veterano François Ozon (Frantz, 8 donne e un mistero) con il suo ultimo film, Estate ’85 (Eté 85), si è cimentato nella complicata impresa di descrivere un rapporto amoroso e sessuale tra due giovani dello stesso sesso. La pellicola, presentata alla 15esima edizione della Festa della Cinema di Roma (vincitrice del Premio del pubblico BNL), è ispirata al romanzo Danza sulla mia Tomba di Aidan Chambers.

Estate ’85: tra Eros e Thanatos, incomunicabilità e scrittura

Estate '85

Estate ’85 inizia già in medias res presentandoci di fatto le battute finali della pellicola: la storia tra il sedicenne Alexis Robin (Félix Lefebvre) e il diciottenne David Gorman (Benjamin Voisin) è già tristemente terminata e Alexis ci racconta come sono arrivati a quel punto, alternando momenti del presente con altri del passato. La travolgente relazione tra i due ragazzi comincia in Normandia per un caso fortuito (David salva il giovane da un naufragio) e da amici, il loro rapporto diventa sempre più intenso, fino a trasformarsi in un vero e proprio legame d’amore.

Detto questo, la trama presente all’interno del lungometraggio è molto lineare e parte in modo molto tradizionale, come molti altri lungometraggi del genere e procede su questa linea anche se inserisce elementi anomali e, all’apparenza, oppositivi, che si pongono tra la coppia di ragazzi. Fin da subito sappiamo ad esempio che Alexis è fissato con il concetto di morte e che ha una fragilità del tutto particolare, che però alimenta la sua vena creativa di scrittore. Tutto il contrario di David: un ragazzo insofferente, iperattivo, energico e passionale.

E quindi gli opposti, invece di creare disturbo e disordine, sono il fuoco che tiene in piedi la relazione tra i giovani. Proprio le aggiunte eccellenti alla formula classica di cui vi abbiamo parlato poc’anzi ovvero l’ossessione particolare di Alexis per il sonno eterno e anche il suo particolare rapporto con la scrittura, nonostante rappresentano una trovata funzionale ed originale, purtroppo non sono sufficienti a rompere la patina di già visto che permea la pellicola. Ciò accade perché sono temi comunque di sfondo, nonostante appartengano all’interiorità del protagonista: un maggior approfondimento in tal senso avrebbe contribuito a rendere la storia più dinamica e meno legata ai cliché.

Estate ’85, quindi, se da un lato va avanti per inerzia, portando massicciamente soluzioni ampiamente usate più di una volta nella tradizione del genere, dall’altro le novità, seppur poche, sono davvero prorompenti e forniscono al pubblico momenti evasivi ed introspettivi di grande spessore psicologico e narrativo. La storia d’amore tra Alexis e David è brulicante di oscurità, di ardente passione e di energia bruciante, chiudendosi, come le migliori tragedie, in modo poetico e teatrale.

Estate ’85: fiaba e realismo si intrecciano

Estate '85

Sia la regia che la scrittura perseguono un obiettivo ben chiaro che è quello di dipingere un’esistenza fiabesca che serpeggia tra i due amanti tra toni irreali e fin troppo patinati a brusche epifanie e ritorni alla normalità. E così la favola si tinge del colore del catrame rivelando, sotto la superficie, una complessità e un incomunicabilità mai palesata prima e che mina fortemente la relazione tra la coppia. Se però David è abituato a questa visione bohémien dell’amore, il sentimento che prova Alexis è puro e sincero e lo logora a tal punto da diventare un furor insostenibile per la sua psiche.

La macchina da presa oltre ovviamente a concentrarsi sugli sguardi dei protagonisti e sulla loro effervescente e tempestosa unione, ci regala degli scorci marittimi evocativi e un’attenzione particolare ai dettagli degli interni. Tutto questo vira verso un realismo più pronunciato, ancora di più intensificato dai momenti in cui Alexis rompe la quarta parete e narra la sua storia, rendendoci partecipi ancora di più delle emozioni che vive. Tale prospettiva cozza un pochino con il mood incantato, ma è necessario per portare gli spettatori con i piedi per terra.

Dal punto di vista narrativo, invece, si nota una frammentarietà usata principalmente per dare una forma più originale e alternativa alla sceneggiatura, giocando sulla struttura e la cronologia degli eventi. I due giovani protagonisti, seppur all’inizio appaiono un tantino stereotipati, mano a mano rivelano una complessità notevole che li rende molto affascinanti in tutte le loro sfaccettature. L’aspetto che funziona meglio è la loro contraddittorietà che è evidente proprio nel loro rapporto.

I giovani interpreti Félix Lefebvre e Benjamin Voisin (che hanno già alle spalle molte esperienze nell’ambito cinematografico e seriale) hanno tutti gli occhi puntati e non deludono per nulla le aspettative, anzi: le loro performance interpretative sono tra gli aspetti più solidi di Estate ’85, un punto fermo da tenere in debita considerazione. I due riescono ad aggiungere un’impronta di pathos e fervore artistico tale da spostare l’attenzione sul loro talento. Degni di menzione anche i comprimari tra i quali spicca la nostrana e sempre ottima Valeria Bruni Tedeschi, brillante in questa produzione.

Estate ’85 è un film incostante che, anche se è supportato da scelte registiche e narrative molto peculiari, non riesce a farsi forza di tali soluzioni per differenziarsi. La pellicola ricade quindi in uno schema davvero troppo familiare ma che proprio nella sua tradizionalità si trova a proprio agio. Una storia d’amore altamente tragica e drammatica, di rara ed intensa poesia, ma fragile ed impetuosa come i protagonisti, espresse da una asistematicità imprescindibile, ma a tratti inutilmente prolissa.

Il film è al cinema dal 3 giugno 2021, distribuito da Academy Two.