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Il tema della digitalizzazione è, adesso più che mai, un tema di forte attualità, per non dire che ormai tutto il nostro mondo e la nostra routine siano basati sul digitale. Ma quanto questa trasformazione dall’analogico al digitale ha realmente influito sulle nostre vite, sulle nostre abitudini e soprattutto sui nostri consumi? Olivier Assayas tenta proprio di fare un bilancio di questa situazione, contrapponendo un’ideologia tipicamente conservatrice e tradizionalista a una più innovatrice e tecnologica nel suo ultimo film in concorso alla 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Il gioco delle coppie (titolo originale Doubles Vies, titolo internazionale Non Fiction).

Il gioco delle coppie ha come protagonisti dei personaggi fortemente radicati a un passato che nega totalmente la tecnologia e la conseguente digitalizzazione della realtà: un editore di Parigi che sta valutando nuove offerte letterarie e uno degli autori che è sotto contratto presso di lui, tale Léonard, la cui ultima autobiografia romanzata fatica a essere approvata dall’editore di successo. Olivier Assayas, che figura non solo come regista ma anche come sceneggiatore, sulla base del dibattito “analogico vs. digitale” instaura nel film delle dinamiche sociali e sentimentali che creano un intreccio fitto e complesso, capace talvolta di far perdere l’orientamento.

Il gioco delle coppie: analogico vs. digitale… questo è il dilemma

Il gioco delle coppie Cinematographe.it

Un tema che continua a tormentare l’umanità fin dall’approdo dei primi mezzi tecnologici, eventuali sostituti di strumenti analogici, e che nel film di Assayas viene analizzato tramite l’ormai nota contrapposizione tra libri ed e-book, quotidiani e blog ecc. Gli e-reader riusciranno mai a rimpiazzare i libri? La comodità degli e-book, e soprattutto la loro economicità, avranno la meglio sul caratteristico profumo delle pagine stampate di un nuovo libro? Sono gli stessi quesiti che si pongono anche Leonard e il suo editore nella pellicola, più restii a lasciarsi inglobare dall’ormai più che consolidata rivoluzione tecnologica.

L’avvento di qualcosa di nuovo, solitamente, tende a far pensare al fatto che la novità manderà nel dimenticatoio ciò che è esistito fino a quel momento, senza tener conto della possibilità di una coesistenza tra i due panorami – ciò che è successo con i libri e gli e-reader, col senno di poi: una co-esistenza pacifica che, al contrario, ha visto a lungo termine una predilezione dei primi sui secondi. Doubles vies reitera più volte la questione, tornando a concentrarvi l’attenzione degli spettatori quando questa sembra lasciarsi trascinare verso altre direzioni.

Scappatoie narrative che tentano di dare una narrazione alla pellicola fanno da sottofondo a questo dibattito gigantesco e continuo, tra insoddisfazioni e precarie illusioni di felicità. L’unica colpa che possiamo attribuire ad Assayas è che avrebbe potuto gestire meglio queste “doppie vie” (in francese doubles vies), ovvero questa stratificazione di storyline e di racconti, che si avvolgono tra di loro come se si stesse utilizzando una sorta di matrioska russa.

Il gioco delle coppie è una un film che non si prende sul serio, autoironizzando spesso su se stesso e i suoi personaggi

Il gioco delle coppie Cinematographe.it

Nonostante il film tratti delle questioni serie di interesse collettivo, il regista e sceneggiatore non perde l’occasione di introdurre sani momenti di pura comicità e ironia, come se la pellicola prendesse in giro i suoi stessi personaggi, strizzando l’occhio alle loro convinzioni e alle loro abitudini, sia personali che professionali. Il tutto funziona grazie soprattutto a un cast ricco di attori degni di nota, tra cui Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, i tre protagonisti indiscussi della commedia, che regalano un qualcosa in più a una vicenda che probabilmente, senza di loro, avrebbe perso il tocco di brio di cui si avvale.

Il gioco delle coppie a volte dà la sensazione di voler mettere troppa carne al fuoco, con dialoghi eccessivamente rapidi e ricchi di informazioni e contenuti, che tendono a far perdere il filo del discorso. Tuttavia, Assayas ha consegnato una commedia originale, che vuole esaminare ancora, a distanza di anni, un argomento di cui forse non si finirà mai di discutere.

Il gioco delle coppie è al cinema dal 3 gennaio 2019 con I Wonder Pictures.

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