voto del pubblico 3.3/5
voto finale 3.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
vota il film ora!

Avrebbe potuto essere tranquillamente un horror a tutto tondo, Distanza di sicurezza, disponibile su Netflix dal 13 ottobre. Invece, per la sua intera durata, resta saldamente nei territori del thriller. Anzi, più specificamente siamo nella solitamente nebulosa zona del “thriller dell’anima”, fortemente concentrato su due giovani madri e sulla loro psicologia. Il film della peruviana Claudia Llosa arriva dopo una pausa di ben 7 anni, e soprattutto dopo il flop del suo primo (e, al momento, unico) film in lingua inglese Il volo del falco.
Ma è altrove che dobbiamo guardare, ovvero al suo esordio Il canto di Paloma (2009), che fece conoscere la regista a livello internazionale anche grazie alla candidatura all’Oscar come Miglior Film Straniero. La poetica di Llosa ruota tutta – quasi in modo ossessivo – attorno a madri angosciate, a guaritori enigmatici e a un mondo naturale brulicante di splendori e malignità. Con il suo ultimo lavoro siamo quindi di fronte ad una variazione sul tema, tanto inquietante quanto enigmatico.

Distanza di sicurezza: Il filo invisibile che unisce una madre al proprio figlio

Distanza di sicurezza - Cinematographe.itQuesta è la storia di Amanda (la star spagnola Maria Valverde, conosciuta in Italia per Melissa P. di Guadagnino), che arriva in un idilliaco cottage rurale per una lunga vacanza con la sua giovane figlia Nina al seguito. Poco dopo, la loro amichevole e vivace vicina di casa Carola arriva portando secchi di acqua potabile, con un avvertimento di non fidarsi di ciò che esce dal rubinetto: forse non è una sorpresa in una cascina, ma è il primo indizio che c’è qualcosa di strano nella zona. Le due donne legano subito, e si arriva ad una importante confidenza: il figlio di Carola, David, avrebbe superato una terribile malattia grazie ad un rito mistico.

Una stregoneria che, se da un lato l’ha salvato da morte certa, dall’altro ne ha scisso in due l’anima, rendendolo uno sconosciuto agli occhi della sua stessa genitrice. Amanda resta scettica, continuando a tenere fede ad una sua regola aurea: mai superare la fatidica distanza di sicurezza dalla propria bimba. È questa l’unica salvezza, qualunque cosa accada. Ma la donna dovrà fare i conti con un microcosmo sottilmente spaventoso e minaccioso, vivendo al confine tra il sogno febbrile e l’incubo a occhi aperti. È davvero possibile che la sua vicina abbia ragione, che il Male si sia insinuato nella sua vita e che si stia espandendo come un virus?

Sull’umanità bestiale (o sulla bestialità umana)

Distanza di sicurezza - Cinematographe.itI momenti migliori di Distanza di sicurezza sono proprio quelli in cui permane l’equilibrio tra le parti, in cui cioè il mistero resta tale e non viene esplicitato. Del resto, l’elemento arcano, incomprensibile e occulto è uno degli ingredienti principali del realismo magico, tanto caro alla letteratura sudamericana. Così, l’opera di Llosa riesce a toccare i temi più urgenti della vicenda, ovvero la responsabilità genitoriale e l’impotenza, così come la questione esistenziale da cui tutto deriva: è meglio perdere completamente qualcuno che ami o farlo diventare un estraneo?

L’ambientazione dettagliata, vicina ai territori dell’autrice (non è il Perù ma il Cile, con la sua campagna baciata dal sole), la fotografia seducente di Oscar Faura e la colonna sonora di Natalia Holt fanno il resto, restituendo al pubblico un prodotto ambiguo che balla curiosamente tra l’esoterismo, la coscienza ambientale e l’elegante confezione tipica degli originali Netflix. Un film un po’ folle, che resta impresso nel subconscio; un po’ come quella sequenza dell’uomo che, curando un cavallo, sembra inizialmente un centauro: un’immagine che ben si adatta al leit motiv delle anime trasmigrate e della bestialità umana.