Cobain: Montage of Heck: recensione

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Finalmente un ritratto inedito, intimo e allo stesso tempo crudele sulla vita di Kurt Cobain. Arriva nelle sale il 28 e il 29 aprile Cobain: Montage of Heck, film-documentario diretto da Brett Morgen e distribuito da Universal, che vede come produttrice esecutiva proprio la figlia di Cobain, Frances Bean.

Cobain: Montage of Heck è un documentario che va oltre il genere in sé. Il regista ha affermato: «ho cercato di raccontare la sua storia non come quella di un’icona rock, ma come quella di un ragazzo che diventa grande». Quello che emerge infatti dal film non è tanto l’ascesa dei Nirvana, diventato un fenomeno negli anni ‘90, tra interviste alle quali non volevano sottoporsi, video clip e infiniti tour. No. Questo documentario mette in luce la vita di Kurt, da bambino iperattivo desideroso di continue attenzioni ad adolescente problematico in cui si celava un genio gentile e introverso, fino ad arrivare al musicista noto a tutti che nascondeva i suoi dolori addominali e intestinali.

Presentato al Sundance Film Festival, al Festival di Berlino sul canale americano Hbo, Cobain: Montage of Heck è in assoluto il primo documentario autorizzato sul cantante, tanto che il regista ha avuto libero accesso all’archivio privato del frontman dei Nirvana ovvero «più di 200 ore di musica e documenti audio inediti, tantissime opere d’arte e 4mila pagine di scritti firmati da Kurt».

I filmini di famiglia, i diari con i suoi pensieri, le foto, i ricordi del bassista Krist Novoselic, dei suoi genitori, e ancora le storie raccontate dalla ragazza con cui Kurt ebbe una relazione prima del successo e dalla ragazza divenuta moglie Courtney Love con la quale ebbe la figlia Frances. Ciò che dispiace è l’assenza del batterista Dave Grohl, giustificata in parte per il rapporto burrascoso con la Love.

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Imbastito da passaggi d’animazione (in pieno stile The Wall), Kurt Cobain: Montage of Heck non vuole essere dunque né un sunto della storia dei Nirvana, né quello della vita dell’artista eroinomane che divenne. Cobain: Montage of Heck è lo specchio di fronte al quale finalmente si mostra un volto nuovo dell’artista che prima di essere tale, era un semplice bimbo dal caschetto biondo. Prima di ogni tipo di dipendenza tossica, la sua vera dipendenza di quel bimbo era semplicemente l’amore che cercava ossessivamente e di cui non si saziava mai.

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