Cheerleader per sempre: recensione della commedia Netflix con Rebel Wilson

La comedy con protagonista Rebel Wilson, nonostante provi a ricreare le vibes dei cult anni 2000, è un pasticcio poco emozionante e - come la protagonista - molto confuso.

Dal 13 maggio 2022 è disponibile su Netflix Cheerleader per sempre, comedy statunitense diretta dal regista, sceneggiatore e produttore britannico Alex Hardcastle. La protagonista assoluta del film è l’attrice australiana – nonché comica, sceneggiatrice, cantante e produttrice – Rebel Wilson, che torna sul piccolo schermo dopo la sua partecipazione agli show LOL: Australia (2020) e Who Wants to Be a Millionaire? (2021).

Cheerleader per sempre: La trama

Cheerleader per sempre: recensione commedia Netflix con Rebel Wilson

1999. Dopo una festa di compleanno di scarso successo, Stephanie (Angourie Rice), determinata 14enne di origini australiane, decide che dagli anni del liceo avrebbe avuto tutto ciò che desiderava: diventare la ragazza più popolare della scuola, uscire con il ragazzo più bello e – specialmente – essere capo Cheerleader. Un salto temporale ci porta all’ultimo anno di scuola di Stephanie, che ha ottenuto il successo che sperava. Ma la fama è un’arma a doppio taglio e, oltre a tanti ammiratori, la giovane protagonista può vantare anche un’acerrima nemica: Tiffany (Zoë Chao), ex-fidanzata del suo attuale ragazzo, Blaine, nonché ex-liceale più popolare della scuola. Minacciata dall’ascesa di Stephanie e desiderosa di diventare reginetta del ballo, Tiffany orchestra un piano per sabotare la performance della rivale durante un’esibizionedelle cheerleader. La protagonista finisce dunque in coma, in seguito ad una bruttissima caduta.

Sono passati venti anni da quell’incidente e – come per miracolo – Stephanie, ora 37enne (Rebel Wilson), si risveglia dal coma. Dopo un brevissimo shock iniziale, dovuto al suo aspetto più maturo, la donna torna a vivere con suo papà (Chris Parnell) nella sua casa di infanzia.       
Stephanie, dapprima confusa, comincia ad apprezzare la sua nuova vita ma, quando scopre che Tiffany e Blaine si sono sposati e vivono felici nella casa dei suoi sogni, si riaccende in lei il fuoco della vendetta. La donna decide così di tornare a scuola per terminare il suo ultimo anno di liceo e conquistare finalmente il titolo di reginetta del ballo. D’altronde, come le hanno spiegato i medici, “mentalmente” ha ancora 17 anni.       
L’impresa non sarà semplice come la prima volta. Ciò che i teenagers ritenevano cool nei primi anni 2000 è ormai passato di tendenza. Stephanie dovrà mettersi alla prova con un secondo restyling, supportata dai suoi migliori amici dei tempi del liceo: Martha (Mary Holland) e Seth (Sam Richardson), ora, rispettivamente, preside e bibliotecario della scuola.

Una comedy che richiama le vecchie glorie del passato

Cheerleader per sempre: recensione commedia Netflix con Rebel Wilson

Cheerleader per sempre (il cui titolo originale è Senior Year) tenta di rendere omaggio alle rom-com degli anni 2000, antesignane di un genere ormai cult e copiatissimo ancora oggi. Purtroppo, questo tributo rende poca giustizia alle sue predecessore e, proprio come la sua protagonista, il film si perde in una confusione tra passato e presente.              
Film come 30 anni in un secondo o Mai stata baciata, seppur con diverse declinazioni, partono da una premessa molto simile, ed entrambi trovarono il successo nei dettagli comici. I personaggi interpretati da Jennifer Garner e Drew Barrymore sono dei pesci fuor d’acqua e prima, di capire il meccanismo del nuovo mondo in cui sono inciampate, ne combinano davvero di tutti i colori.  
Al contrario Stephanie, confusa e affascinata dal mondo dei social, capisce piuttosto velocemente il funzionamento di Instagram e diventa un’influencer. Probabilmente se la protagonista avesse avuto più difficoltà – come plausibile, dovendo aggiornarsi su vent’anni di nuove tecnologie – oppure avesse utilizzato quelle app in maniera più sorprendente, scombussolando gli schemi della società, probabilmente la commedia sarebbe stata più frizzante e divertente.

Al di là degli aspetti comici, la reference più palese per gli ingredienti narrativi è il cult Mean Girls (2004). Anche Cady, interpretata da Lindsay Lohan, similmente a come agisce Stephanie in entrambi i piani temporali, viene risucchiata dalla popolarità, finendo per mettere da parte i suoi migliori amici. Tuttavia, se nel film scritto da Tina Fey, pur senza abbandonare i toni tipici della commedia, c’è una riflessione profonda sulle tensioni e le rivalità all’interno dei licei americani, nel film del 2022 il confronto tra il trio dei migliori amici è ridotto a poche battute, molto poco coinvolgenti e credibili.

 Vedere o non vedere Cheerleader per sempre?

Cheerleader-Cinematographe.it

Il film diretto da Hardcastle si fa portare di un messaggio sociale confuso. Se in un primo momento gioca a prendere in giro la Generazione Z e il politically correct – attraverso un ritratto della gioventù moderna scorretto e caricaturale – verso metà dell’opera cambia direzione ma senza la spinta di una reale motivazione, semplicemente seguendo il corso di eventi totalmente slegati.

Anche Rebel Wilson non riesce a dare personalità all’opera, finendo relegata in ruoli non diversi da quelli interpretati in passato.   
L’estetica visiva molto colorata, la colonna sonora nostalgica – con brani di Avril Lavigne e Mandy Moore – e il cameo a sorpresa di una star d’eccezione (il momento migliore del film per i fan di Ragazze e Beverly Hills) non bastano a risollevare le sorti di Cheerleader per sempre, che, come la sua protagonista, arriva in ritardo di 20 anni.

Voti:

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2
Recitazione - 2
Sonoro - 3
Emozione - 1.5

2.2

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