voto del pubblico N/A
voto finale
3.9/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Sonoro
Emozione
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Un’icona di stile, una stella della musica e un’eccezionale donna in carriera: sono queste le cento vite di Caterina Caselli, una delle figure di spicco nel panorama culturale italiano degli anni ’60 e ’70, che è riuscita a segnare la storia della musica italiana e che ancora fa parlare di sé.
Tanto che è riuscita, in modo forse inconsapevole, forse genuino e semplice, come la natura che la contraddistingue da sempre, a sorprende anche il pubblico della 16ª Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato il suo documentario biografico, Caterina Caselli: una vita, cento vite, prodotto da Sugar Play e Rai Cinema, e diretto da Renato De Maria.
Un racconto autentico e sentito, non un semplice documentario: Caterina Caselli è una cantante di successo, ma è anche una donna, tenace, intraprendente, instancabile. Ciò dimostra come sia riuscita, ancora oggi a mantenere la sua aura di arcana eccezionalità, imponendosi di fronte ad una pluralità molto spesso maschile, lasciando il proprio segno distintivo in quella che può essere considerata una new age all’italiana.

Caterina Caselli: dalle stalle alle stelle caterina caselli Cinematographe.it

Il documentario Caterina Caselli: Una vita, cento vite può essere interpretato alla luce della fama della cantante, ma anche sotto un’ottica consueta ormai per i racconti autobiografici audiovisivi: la commistione tra il pubblico e il privato, tra quello che si sa e quello che viene taciuto per scelte personali ed intimiste. Caterina è una persona fragile dopotutto, e lo dimostra apertamente quando parla di due avvenimenti in particolari nella sua vita, che l’hanno segnata l’uno per la sua gravità, l’altro per essere accaduto proprio mentre si registravano le prime scene: il suicidio del padre, che associa alla morte del giovanissimo Luigi Tenco, che si uccise durante il Sanremo del ’67 per essere stato escluso, e la morte del suo grande amico Ennio Morricone. Non si vergogna di piangere, di mostrarsi fragile, scontrandosi con la figura che vuole veicolare di sé attraverso la sua storia. Dopotutto questa umanità ci dimostra come Caterina sia più vicino a noi di quanto pensiamo: la sua aura mistica è un velo che negli anni è stato costruito su di lei, ma che ha sempre voluto scostare ribadendo le sue umilissime origini emiliane e la sua natura semplice, genuina, purissima.

La musica italiana sotto il segno di Caterina Caselli

caterina caselli Cinematographe.it
I cantanti italiani Caterina Caselli e Adriano Celentano passegiano insieme. Roma, 1981

Uno spaccato della vita italiana degli anni ’60 è quello che traspare dalle immagini di repertorio che si alternano al racconto di Caterina Caselli: il mito è nato proprio in quegli anni, sviluppandosi ed evolvendosi insieme al costume e agli usi della società.

Dalla canzone a quelli che venivano definiti musicarelli: film che venivano prodotti prendendo spunto da una canzone di successo e intorno alla quale si creava una storia che mostrava uno spaccato dell’Italia di quegli anni. Caterina Caselli ha recitato in questi film, al fianco di attori importanti come Terence Hill.
Dalle sue canzoni a quelle degli altri: dopo aver sposato Piero Sugar ed essere diventata madre di Filippo, ha deciso di abbandonare la canzone per dedicarsi alla carriera manageriale, aiutando nuovi talenti ad emergere e a promuovere quelli già affermati, come Celentano e Gianni Morandi.
È stata Caterina Caselli, ad esempio, a portare alla ribalta Andrea Bocelli, a farlo diventare un successo internazionale, credendo semplicemente in se stesso e nella sua voce, quando non c’era nessuno che gli avrebbe mai proposto un contratto discografico.
Caterina Caselli: una vita, cento vite, una donna che fa per mille.

Il film è al cinema solo il 13, 14, 15 dicembre 2021.