capodanno a new york recensione

Manca davvero poco e anche quest’anno volerà via, lasciandosi alle spalle gioie, rimpianti e propositi per quello che verrà. Quale modo migliore, per tuffarsi nella magia della notte di Capodanno,  di lasciarsi ispirare da un bel film sul tema? E quale città nel mondo, per eccellenza, può meglio incorniciare questa notte di festa e speranza?

Capodanno a New York è un film corale del 2011 diretto da Gary Marshall e prodotto dagli stessi produttori di Appuntamento con l’amore, pur non costituendone un sequel.  Figlio di quel filone alla Love Actually che tanto piace ed intrattiene durante le festività natalizie, presenta come filo conduttore un intreccio di varie storie collocate temporalmente la notte di Capodanno e che vedono  ogni coppia o gruppo di protagonisti affrontare varie peripezie per raggiungere uno speciale ed importante obiettivo personale.

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Jon Bon Jovi in una scena del film

C’è Claire (Hilary Swank), responsabile dell’attesissimo rituale simbolico della caduta della sfera a Times Square, Stan (Robert De Niro) che, in fin di vita, spera di resistere fino a mezzanotte per veder cadere la sfera insieme all’amata figlia, con la quale i rapporti si sono raffreddati negli anni, Aimee (Halle Berry), la sua infermiera, che aspetta la fine del turno per recarsi ad un appuntamento speciale, due coppie in attesa che il loro bimbo nasca (fra cui spicca la quasi-mamma Jessica Biel) e “in lotta” per accaparrarsi il premio per il primo nato del nuovo anno, una star della musica, interpretata niente meno che da Jon Bon Jovi, che mette in secondo piano il suo imminente concerto per riconquistare l’amore e la fiducia della sua ex, la chef Laura (Katherine Heigl), Ingrid (Michelle Pfeiffer), una dolce e timorosa segretaria cinquantenne che decide di approfittare delle pazzie concesse l’ultimo dell’anno per cambiare vita e realizzare, con l’ausilio del fattorino Paul (Zac Efron), una lista di stravaganti ed improbabili desideri, il fumettista solitario Randy (Ashton Kutcher), intrappolato in ascensore con la bella corista Elise (Lea Michele), l’apprensiva madre single Kim (Sarah Jessica Parker) che, impegnata a stare alle calcagna della figlia per impedirle di uscire da sola a Capodanno, rischia di perdere l’appuntamento più importante della sua vita e, per finire,  un affascinante presentatore (Ryan Seacrest), protagonista di un rocambolesco viaggio verso New York e tormentato sul da farsi per coronare la propria serata.

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Times Square e la caduta della sfera in una scena del film

Le vicissitudini di tutti questi personaggi saranno destinate ad incrociarsi più o meno inaspettatamente e ogni storia, entro la mezzanotte, farà il suo corso lasciando un segno indelebile nelle vite dei protagonisti.

Capodanno a New York è una commedia dai numerosi pregi: il ritmo è ottimo e non permette allo spettatore di abbassare la soglia di attenzione, catturato dallo scorrere rapido ed avvincente degli intrecci; la fotografia, incantevole, offre scorci magici e mai inverosimili di una New York addobbata a festa e pronta per raggiungere l’apice annuale del suo sfavillante splendore, mentre i dialoghi, divertenti e scorrevoli, incorniciano le vicissitudini dei protagonisti senza eccessi. L’originalità delle storie aggiunge il resto, permettendo solo in alcuni casi di indovinare il finale prima del tempo e stupendo piacevolmente in tutti gli altri. Unica pecca, forse, quel pizzico di patriottismo di troppo, che tende a far apparire il popolo americano sotto la luce di cliché un po’ troppo scontati, e un sovrabbondare di buonismo che però, diciamolo, ogni tanto fa bene al cuore! Consigliato.

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