GIUDIZIO CINEMATOGRAPHE - FILMISNOW

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L’arte del sapersi misurare. Trovare l’equilibrio, evitare che le emozioni possano sopraffarci, smettendo presto di sminuirsi e al contempo mantenendo ben chiaro il punto di vista dei propri principi. Una via della rettitudine all’apparenza impossibile, soprattutto per chi, nella sua intera vita, ha saputo porsi solamente a un lato delle due estremità. Come è capitato a Giulia, come a moltissime donne – e persone in generale, benché sarebbe ipocrita non costatare alcune peculiarità da dover superare tutte al femminile – succede nel quotidiano e che hanno scelto con veemenza di dire basta. Anzi, ancora di più, hanno deciso di dire: Cambio tutto!.

Rimaneggiamento a più mani di un bacino di remake comuni, ma che porta ognuno in scena una propria visione di storia e mondo, il film diretto da Guido Chiesa si interfaccia con il conseguimento di un bilanciamento tra ciò che gli altri vogliono da noi e ciò che, noi stessi, dovremmo desiderare di essere e mostrare, per una commedia al confine tra racconto di ri-formazione di sé e riscoperta di un’indole per troppo tempo sopita e nascosta.

Cambio tutto! – Decostruirsi per, poi, rinascerecambio tutto, cinematographe

Intrappolata in una relazione senza più alcuna ispirazione, da anni allo stesso immobile punto della propria carriera e con l’insonnia che la costringe ogni notte sul divano di casa, Giulia (Valentina Lodovini) vive le sue giornate un attacco di panico alla volta, imbottita di medicinali che hanno perso qualsiasi effetto e una quotidianità famigliare e lavorativa in cui, continuamente, viene data per scontata. Le insicurezze croniche della donna, che si riflettono nell’accondiscendenza spassionata che la spinge ad assecondare qualsiasi capriccio o assurdità della gente che la circonda, verranno ribaltate grazie all’incontro della protagonista con un sedicente guru olistico (Neri Marcorè), i cui metodi e soluzioni porteranno a galla una persona completamente rinata, lontana dalla remissiva ombra in cui sembrava destinata a rivesare.

Ciò che il consulente Neri Marcorè chiede alla protagonista di Valentina Lodovini è di attuare sulla figura di Giulia un’incisiva pars destruens, una critica afferrata e puntuale sul ruolo che la donna sta ricoprendo sulla propria vita, cercando di rimuovere quella parte negativa che non le permette, altrimenti, di ripartire. È la pars construens su cui, infatti, la protagonista deve andare a concentrarsi, infervorasi per le vessazioni denigranti e infondate che si trova a dover affrontare con una puntualità disarmante e che rischia di farla cadere in un baratro di frustrazione e infelicità irrimediabili. Togliere e ricostruire, riappropriarsi del proprio centro e, di conseguenza, viverlo al meglio sono le operazioni che la donna dovrà affrontare, facendo dei due poli che si ritrova a percorrere un’unica, ponderata via intermedia, in cui tutto è ancora da scoprire e ogni opportunità da dover vagliare.

Se Cambio tutto! accompagna, dunque, la sua protagonista nella ricerca di un rinvigorimento della propria personalità, che non ceda sotto gli attacchi dei sensi di colpa e del sentire spasmodico di voler accontentare tutti, è proprio di un suddetto contrappeso che va leggermente mancando il film, definendo bene i conflitti interiori – che si riflettono all’esterno -, inficiando però su una narrazione che sembra non avere una propria storia. L’intento della commedia di Guido Chiesa è chiaro e raggiunge comunque il proprio obiettivo, ma il riproporre solamente gli ostacoli interni che bloccano la protagonista sembrano, insieme, arrestare l’intreccio del racconto, che ha certamente il merito di non promulgarsi in verbosi e sciatti dialoghi rendendosi così opera concisa e soddisfacente, rimanendo però priva di una vera e propria trama che catturi l’interesse dello spettatore.

La ricerca di equilibrio tra cliché e opportunità cambio tutto, cinematographe

Una questione che passa tramite i pregiudizi verso il femminile che il film sa declinare secondo i giusti cliché riuscendo a non tramutarli, per l’appunto, in semplici luoghi comuni, ma costruendoci attorno vicende e situazioni in cui è facile ritrovarsi, permettendo al pubblico di riscontrare una maturità che al film bisogna riconoscere, realmente concentrata sul riportare un’immagine vera di alcune impasse ancora radicate che la società deve superare. Merito che va anche alla sua interprete principale, una Valentina Lodovini che si lascia dirigere con scioltezza da Chiesa, di cui si nota l’apporto nel far risultare quanto mai concreta la sua Giulia, contribuendo a quella facilità di comprensione della pellicola senza l’eccesso di conversazioni e spiegazioni superflue.

Pur cercando come la sua protagonista il proprio equilibrio, sfiorandolo di poco, non sapendo però mai come afferrarlo, a Cambio tutto! è da riconoscere il piacere della visione per una commedia dove imparare ad accettarsi è l’obiettivo principale, partendo da qui per aprirsi con il mondo e sapersi non porre più limiti.

Cambio tutto!, prodotto da Colorado Film Production, sarà dal 18 giugno su Amazon Prime.

 

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