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Brittany non si ferma più (titolo originale: Brittany runs a marathon) è in uscita dal 15 Novembre su Amazon Prime Video; l’esordio alla regia del drammaturgo Paul Downs Colaizzo che racconta la storia vera della sua miglior amica ai tempi del college, in un percorso personale di scoperta e rinnovo di se stessi.

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Con protagonista Jillian Bell (Le amiche della sposa, 2011 e Crazy Night-Festa col morto, 2017), Brittany non si ferma più è la classica commedia da grande pubblico, tanto da aver vinto proprio questo premio all’ultimo Sundance Film Festival; prodotto (tra gli altri) dall’attore Tobey Maguire, il film regala un’ora e mezza di sorrisi e spensieratezza, consci di uno sviluppo ed un finale (in)evitabili.

Brittany non si ferma più: correre per rimettersi in forma

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Brittany, newyorkese, ventottenne, è la tipica persona che tutte le ragazze “instagram addicted” vorrebbero come miglior amica: sempre (auto) ironica e divertente, disponibile, bruttina e sovrappeso; la perfetta spalla su cui piangere quando si litiga col proprio boy-friend e la conferma che al mondo c’è sempre qualcuno che sta peggio di te. Da parte sua, Brittany rimane fedele alla propria natura di trascinatrice di folle e ruba sorrisi ma piano piano si rende conto che i trent’anni sono vicini e sente la necessità di un cambiamento, di uno stile di vita più stabile. Durante un controllo di routine dal medico (la scusa per farsi prescrivere un anti depressivo), le viene imposto di rimettersi in forma e perdere peso, prima di tutto per la sua salute; questa è la molla che fa scattare la voglia di Brittany di mettersi in gioco e così, denigrando costosi corsi in palestra, comincia semplicemente a…correre.
Colaizzo prende spunto dalla vita reale della sua migliore amica di università per raccontare un personaggio di solito secondario nei film commedia americani: l’amico simpatico e cicciottello, ottimo come supporter ma mai il protagonista; il drammaturgo si fa regista per mettere al centro della scena l’insicura e infantile Brittany e farle acquisire consapevolezza di sé con una piccole conquiste quotidiane. La ragazza si trova così a prendere coscienza delle proprie capacità, a scegliersi gli amici, a trovare un lavoro stabile, a capire che corre non tanto per la bilancia, quanto per un proprio stato di benessere personale, che conosce senza bisogno di numeri su un display. Un percorso di vita, un isolato alla volta.

Il sogno della Maratona di New York

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È così che il desiderio di rimettersi in forma si trasforma ben presto nel sogno di compiere un’impresa (epica): completare la famosa maratona di New York; il mito di tutti i runner: 42km e 195mt dove l’intero mondo partecipa, professionisti e principianti. Ma per riuscirci non è sufficiente contare su se stessi. Colaizzo definisce la maturità del suo personaggio, la sua completa evoluzione con l’ammissione che in una maratona, come nella vita, si cade e ci si rialza ma lo si fa grazie a qualcuno che ti vuole bene e che crede in te.
Finale quindi zuccheroso e scontatissimo (ma vero) per una pellicola che ha visto il pubblico partecipe tanto da fargli vincere l’apposito premio al Sundance Film Festival 2019. Forse grazie anche all’interpretazione della protagonista, Jillian Bell, irresistibile soprattutto all’inizio, dove l’autoironia è all’apice, mentre cala dalla seconda metà del film in poi. Da citare anche le musiche originali di Duncan Thum, che accompagnano lo spettatore verso il traguardo finale, che resterà un mito per tantissimi.

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