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Uno sguardo affettuoso si posa su 40 Sono i Nuovi 20, la commedia di Hallie Meyers-Shyer, che racconta la vita di Alice (Reese Witherspoon).

I tempi sono cambiati, l’aspettativa di vita è migliorata e così anche le abitudini e le fasi di crescita hanno subito un ribaltamento. Guardandoci intorno scopriamo discoteche e locali notturni popolati da studenti, oppure da uomini e donne in carriera. Se prima il crinale difficile da affrontare erano i 20 anni, con l’entrata nel mondo del lavoro, adesso si aggiungono anche i 40 a far tremare l’uomo moderno.
Infatti a 40 anni si rivive una sorta di metamorfosi, sia per la precarietà dell’occupazione (non c’è quasi più il posto fisso e spesso le persone si ritrovano a ripartire da zero) sia perché abbiamo capito quante possibilità abbiamo. Internet ci ha aperto la porta al mondo così, nonostante i molti ostacoli superati, sono ancora innumerevoli i posti che non abbiamo visto e le opportunità che non abbiamo colto. Abbiamo la sensazione che ci sia sempre qualcosa che ci manca e non possiamo stare fermi ad aspettare.

40 Sono i Nuovi 20 ci insegna che i tempi sono cambiati e la vita scorre più velocemente

Anche Alice lo capisce, la vita che ha scelto non va come si sarebbe aspettata, così niente la può fermare per cercare altrove la felicità.
Sposata con un uomo che di mestiere fa il produttore musicale, è spesso a casa da sola con le sue due bambine e se per lui è più importante il lavoro, forse è arrivato il momento che anche lei trovi un diversivo. Si trasferisce così a Los Angeles, nella casa del padre, famoso regista hollywoodiano, per riflettere e intraprendere una nuova professione: l’arredatrice di interni.

Intanto la vita scorre e la depressione che si è insinuata nella sua mente la fa piangere davanti allo specchio, mentre le figlie dichiarano di voler tornare a New York e il nuovo lavoro non decolla. A cambiare le carte in tavola sono due fattori: l’incontro di tre ragazzi, quindi una ventata di novità, e il fatto che loro siano dei ventenni. Harry (Pico Alexander), Teddy (Nat Wolff) e George (Jon Rudnitsky) sono a Los Angeles per cercare di produrre il loro film, ma intanto le risorse finanziarie stanno finendo.
Alice, molto rigorosa, una mamma attenta e una buona casalinga, scopre di essere anche una donna attraente e divertente. Per una notte, proprio quella del suo quarantesimo compleanno, prende il sopravvento il suo lato nascosto, frizzante e goliardico.
Alice si ubriaca e invita i suoi nuovi amici a casa. L’indomani vorrebbe dimenticare tutto e ritornare alla sua vecchia vita, ma una serie di eventi glielo impediscono e lei si ritrova a vivere insieme ai registi.

40 Sono i Nuovi 20: un film dalla trama molto semplice in cui i fatti si presentano in maniera prevedibile e fluida

Punti a favore per una commedia romantica che ha ben presente il target a cui si rivolge e cerca di soddisfarlo a pieno. Gli spettatori che scelgono di vedere 40 Sono i Nuovi 20 vogliono ritrovare una struttura a loro familiare, nella quale immedesimarsi e liberare le proprie fragilità. Possono sorridere, commuoversi e trascorrere un’ora e mezza piacevole.

La vicenda è ambientata in una grande villa, circondata dal verde: una location ideale per effettuare le riprese di 40 Sono i Nuovi 20 che, impostate secondo regole classiche e prive di alcun vezzo registico, rispettano un canone televisivo. Il racconto è composto da avvenimenti codificati, per i quali è prevedibile la reazione dei personaggi.

40 Sono i Nuovi 20 
Alice in 40 Sono i Nuovi 20

Le tematiche affrontate, oltre alla crisi dei 40 anni, sono la difficoltà di trovare se stessi, quindi di essere felici nel matrimonio, e il rapporto tra le differenti generazioni, dove emergono le qualità migliori del film.
Infatti è interessante vedere come le figlie di Alice si rapportano non solo con Harry, Teddy e George (la generazione di mezzo) trovando nei tre ragazzi incoraggiamento per i loro progetti e complicità, come se fossero dei fratelli maggiori ma anche con i genitori Alice e Austen.

In 40 Sono i Nuovi 20 c’è un’idea di famiglia allargata, dove i ruoli sono interscambiabili e tutti possono imparare e insegnare.

Il film diretto da Hallie Meyers-Shyer (di cui potete vedere qui il trailer), al cinema dal 12 ottobre con Eagle Pictures e Leone Group, ci fa notare quanto sia importante, in una società egocentrica come quella in cui viviamo, riflettere sui nostri rapporti e sulla nostra aridità nel confrontarci e soprattutto sulla paura per l’estraneo. Qui gli estranei diventano parte della famiglia, contribuendo e sottostando alle regole della casa, un piccolo nucleo in una sana società.
Seppure ci troviamo davanti alla classica commedia romantica americana possiamo riconoscere il suo valore genuino nell’affrontare determinati temi, anche se non presenta nessuna velleità cinematografica.