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Non sarebbe sbagliato definire 30 Minutes or Less un tentativo di rivisitare la classica stoner comedy, dove viene aggiunto un po’ di crimine in più e viene tolta un po’ di marijuana. Diretto da Ruben Fleischer (Benvenuti a Zombieland, Venom) nel 2011, la commedia d’azione con Jesse Eisenberg non riesce, però, a catturare né le peculiarità di quel sotto-genere così popolare né la bizzarra originalità dell’esordio cinematografico del regista, il già citato Benvenuti a Zombieland.

Divisibile in due metà ben precise – la prima frizzante e divertente, la seconda monotona e meno fortunata –, 30 Minutes or Less segue le vicende di un ragazzo come tanti altri, interpretato da un Jesse Eisenberg forse un po’ troppo sottotono, che cerca di guadagnarsi da vivere come fattorino per una pizzeria del Michigan, che promette di recapitare i prodotti ai propri clienti in meno di trenta minuti, una bizzarra policy che porterà il protagonista ad essere un abile autista. O almeno, questa è quella che tecnicamente sarebbe dovuta essere la sensata conseguenza di una caratteristica così precisa che, tuttavia, non apporta alcunché allo sviluppo della trama del lungometraggio. Quando Dwayne e Travis, due partner inconcludenti che accumulano un fallimento dopo l’altro, prendono la decisione di dare una svolta alla loro vita e di aprire un salone di abbronzatura la vita mediocre del ragazzo delle pizze cambierà radicalmente: rendendosi conto di non avere abbastanza soldi per aprire il loro business, la coppia di aspiranti imprenditori si trasformerà in una coppia di aspiranti criminali, costringendo Nick (Jesse Eisenberg) a seguirli nella loro discesa nell’universo dell’illegalità.

Con 30 Minutes or Less Ruben Fleischer offre una sua personale rilettura della stoner comedy

30 Minutes or Less Cinematographe.it

È innegabile: la cosiddetta stoner comedy è cambiata dalla fine degli anni Settanta, quando il duo formato da Cheech & Chong  ha fatto il suo primo debutto sul grande schermo. Le sue caratteristiche principali si sono trasformate, diventando più o meno riconoscibili, e il genere si è trasformato in un sotto-genere che, con il passare del tempo, ha profondamente influenzato il cinema mainstream. Secondo tale prospettiva, 30 Minutes or Less si presenta come il risultato finale di un processo di diluizione della componente stoner del subgenre sopracitato. I fannulloni amanti delle droghe, immancabili protagonisti delle commedie da stoner, si trasformano, quindi, in pigri ragazzi che le droghe le amano ma non le consumano. Le citano soltanto.

Marijuana a parte, però, Nick e Chet (Aziz Ansari) vengono travolti dalle tipiche fatalità del genere comico: i due migliori amici vengono, infatti, inviolatamente coinvolti nel giro dell’illegalità, sfuggono da poliziotti da cartone animato, parlano lo stesso slang sporco e dicono le stesse battute grossolane a sfondo sessuale, vedono le stesse donne nude, hanno le stesse esperienze scandalose durante il loro percorso. Durante l’intera durata del lungometraggio, il regista Ruben Fleischer sembra desideroso di dar vita ad una riflessione su quel peculiare ibrido di commedia e film d’azione tanto popolare negli anni Ottanta. 30 Minutes or Less è stato creato sfruttando lo stesso formato base che la stoner comedy segue da quando è stata delineata per la prima volta. È un peccato, però, che il film non sia all’altezza di tale ‘nobile’ proposito.

30 Minutes or Less, un’opera a metà strada tra una commedia e un film d’azione

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Terribilmente simile alla rapina in banca che nel 2003 ha portato alla morte di Brian Wells, un fattorino della pizza che fu costretto ad indossare una bomba e a derubare una banca sotto i malefici ordini dalle menti malefiche che avevano ordito il piano, messo in atto proprio per pagare un sicario e uccidere un ricco padre di famiglia. Nonostante le somiglianze con il caso, il quale differisce dal film solamente per il finale –a differenza del lungometraggio, Wells verrà ucciso dall’ordigno che indossava poco dopo essere stato catturato dalla polizia–, la Sony Pictures Entertainment ha affermato che né il regista né il cast avevano conoscenze preliminari riguardanti il tragico incidente. 

A metà strada tra una commedia e un film d’azione, il film di Fleischer appare come un progetto che, buono sulla carta, non sfrutta al massimo le proprie potenzialità. Si riconferma essere, scena dopo scena, un racconto traballante, in cui i cliché si succedono a scene comiche che non fanno altro che suscitare una risata meccanica nello spettatore. Il problema principale di 30 Minutes or Less può essere riconosciuto nella forzatura dei meccanismi d’azione e di narrazione, incapace di ricostruire un insieme organico. È un peccato che il senso genuino e accattivante che permeava la prima metà del lungometraggio non sia stato mantenuto anche durante i capitoli conclusivi. 

Nonostante tutti i visibili difetti, però, 30 Minutes or Less non stanca il proprio pubblico. Malgrado la comicità che diverte ad intermittenza, malgrado la genialità dell’ironia di Fleischer venga sostituita con un humour volgare e grezzo, i 90 minuti del film non pesano. Anzi, scorrono velocemente, soprattutto grazie all’intesa che lega il duo composto da Jesse Eisenberg e Aziz Ansari, una coppia sorprendentemente buona.

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