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Unbreakable Kimmy Schmidt non è mai stato considerato uno dei prodotti di punta di Netflix. La serie comedy scritta da Tina Fey e Robert Carlock nel 2015 è stata superata nelle recensioni e nel successo di pubblico da altre serie dal profilo più alto e dall’appeal più universale. Kimmy Schmidt punta tutto (in maniera sfacciata) sulla forza femminile, sulla caparbietà che contraddistingue le donne, con un femminismo fatto di speranza, concretezza e realismo mascherato da comicità nonsense. Non fornisce personaggi maschili cisgender/eterosessuali nei quali identificarsi (anzi, spesso sono loro i villain) rinunciando a quegli spettatori – spesso i più affamati di comedy – che non riescono a guardare un prodotto che non sia scritto appositamente per loro.

Eppure, nella propria fetta di pubblico, Unbreakable Kimmy Schmidt è riuscita a ritagliarsi una certa dose di amore. Questo sentimento spinge ora gli affezionati a esplorare la nuova avventura di Kimmy (Ellie Kemper), un’avventura interattiva che la vede per l’ultima volta affrontare il reverendo di Jon Hamm accompagnata dall’amico Titus (Tituss Burgess).

Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo cinematographe.it

Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo, l’avventura interattiva di Netflix

Kimmy ora ha una bella vita: il suo libro per ragazzi le ha fruttato una fortuna e le ha permesso di incontrare la sua anima gemella, un principe britannico interpretato da Daniel Radcliffe. Ma tre giorni prima che i due convoglino a nozze, Kimmy trova nel suo zaino un libro (un’avventura interattiva) preso in prestito in una biblioteca parecchio tempo dopo il suo rapimento. A chi appartiene il libro? Non resta che chiedere al suo ex-carnefice il quale le confessa (non senza fatica) l’esistenza di un secondo bunker nel quale sono rinchiuse altre donne. La cosa da fare è solo una: andare a cercarle.

Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo è per il genere comedy quello che era stato Black Mirror: Bandersnatch per il thriller distopico. Se da una parte, infatti, avevamo un prodotto serissimo, ben fatto, ma più interessato a se stesso (a riferirsi alla totale mancanza di scelta che caratterizza le nostre vite e, quindi, anche quelle dei suoi protagonisti), dall’altra abbiamo una comedy brillante e spensierata che sfrutta i bivi narrativi non tanto per confessare allo spettatore nuove sfumature della storia, quanto per regalargli una nuova battuta. Il film non aggiunge assolutamente nulla alla storia che ci era stata raccontata nelle precedenti quattro stagioni perché, se le tradizionali storie choose-your-own-adventure sono solitamente basate sulla narrazione, Kimmy vs the Reverend è guidato dalla leggerezza che contraddistingue il prodotto fin dai suoi primi episodi. A convincerci a cliccare sulle varie scelte non è la voglia di proseguire nella storia, quanto scoprire in quale modo assurdo verrà interpretata dai suoi personaggi.

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Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo, la scelta è davvero nostra?

Come era accaduto per Bandersnatch, infatti, anche in questo caso la scelta non c’è per davvero: sappiamo già come andrà a finire e se prendiamo (volontariamente o meno) una decisione sbagliata, ci pensa subito uno dei protagonisti a ricordarci che Kimmy è una brava persona che merita di essere felice. Siamo noi spettatori a dover pensare alla sua felicità prendendo la decisione migliore per garantirgliela.

I fan della serie (terminata nel 2019 con una quarta stagione divisa in due parti) possono aspettarsi tutto quello che l’ha resa un prodotto imperdibile: il ritmo comico sincopato, la positività di Kimmy e l’egomania di Titus, la follia di Lillian e l’incapacità di vivere nel mondo reale di Jacqueline, i colori sgargianti di costumi e scenografie e i riferimenti alla cultura pop.

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Una cosa è certa: vi consigliamo di guardarlo più volte e tornare sulle scelte che davate per scontate. Capita, infatti, che riguardare una scena dopo aver già preso la decisione fornisca un senso diverso a una frase pronunciata da un personaggio; altre volte veniamo premiati con un dialogo completamente nuovo e una sfumatura leggermente diversa della storia. Persino il bottone che permette di saltare l’intro nasconde un segreto.

Unbreakable Kimmy Schmidt: il titolo perfetto per diventare un choose-your-own-adventure

Tra tutti i prodotti Netflix, Unbreakable Kimmy Schmidt era probabilmente il più adatto a ospitare questo secondo esperimento interattivo. La serie, abituata a riferimenti espliciti alla realtà, non fatica a buttarsi nella stranezza di un choose-your-own-adventure e, nel mentre, ci regala qualche momento in più con Kimmy e compari: tutti assurdi, ma tutti equamente efficaci nell’ispirare dentro lo spettatore sentimenti positivissimi. Perché questo è Kimmy Schmidt: un agglomerato di positività, di ispirazione e di gioia che ci ricorda che nella vita non prenderemo sempre le decisioni giuste, ma che a guidarci devono esserci sempre empatia, generosità e una certa dose di altruismo.

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Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo, l’avventura interattiva, è su Netflix dal 5 agosto 2020.

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