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Trinkets è un nuovo prodotto Netflix composto da 10 episodi iniziali, ognuno della durata di trenta minuti. È stata creata da Kirsten Smith, Amy Andelson ed Emily Meyer. La serie è basata sull’omonimo romanzo del 2013 di Kirsten Smith. Ecco cosa ci racconta la prima stagione. Allerta SPOILER!

Il trailer della nuova serie Netflix, Trinkets

Trinkets cinematographe.it

Trinkets racconta la storia di Elodie che, appena trasferita dal messico, conosce Moe e Tabitha, due ragazze con il suo stesso problema: una malsana passione per il taccheggio. All’inizio il rapporto delle tre ragazze è conflittuale, ma con il procedere degli episodi,capiranno di potersi fidare l’una dell’altra e nascerà una grande amicizia.

Prima di proseguire vi ricordiamo che la prima stagione di Trinkets è disponibile sul servizio di streaming digitale, come sempre avviene, con tutte e dieci le puntate fruibili per il pubblico. Quel che possiamo dire di questa nuova serie è che certamente il concept è ben piantato con i piedi per terra e mostra tutti i turbamenti e le angosce tipiche dell’età adolescenziale. Tuttavia non si riesce ad essere coinvolti particolarmente dai personaggi; non c’è nessuno che spicchi notevolmente sugli altri e non si amano i protagonisti come invece accade per show di indiscusso rilievo (sempre teen-drama), come potevano essere Buffy – L’Ammazzavampiri, Gossip Girl o, più recentemente, Le Terrificanti Avventure di Sabrina (sempre per tirare in ballo le serie Netflix Original).

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Trinkets, almeno per quanto riguarda questa prima stagione di messa in onda, è un prodotto un po’ piatto, incolore, senza particolare appeal, sicuramente poco originale nel suo insieme. La storia ruota intorno a tre ragazze che vengono da mondi completamente diversi e che sono al contempo diverse le une dalle altre. Ciò che le unisce è il fatto che ognuna di loro ha dei problemi personali e si trovano tutte in punizione, visto che hanno l’abitudine di rubare roba nei negozi: Elodie (Brianna Hildebrand di Deadpool) è la nuova arrivata a scuola con un passato tormentato; Tabitha ha problemi relazionali ma fa finta che sia tutto perfetto, come fa trasparire – falsamente – dal suo account social; Moe è il classico lupo solitario, una ragazza arrabbiata col mondo.

Diciamo che, per fare un paragone degno di nota, la storia si ispira non del tutto vagamente a The Breakfast Club, ma con molta meno vivacità. In generale la storia – costituita per la maggior parte da episodi standalone, cioè raccontano storie a sé stanti – mostra anche una trama comune delle ragazze, che piano piano, progredendo, diventerà più chiara al pubblico che segue lo show.

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In sostanza Trinkets è una serie che si lascia guardare ma come spesso accade quando si segue un prodotto Netflix c’è l”inganno” della classificazione a cui prestare attenzione: la serie viene definita dal gigante dello streaming una commedia, ma è molto più un teen drama, e questo deve tenerlo in considerazione chi si approccia alla visione di un prodotto che comunque, alla fine, è guardabile anche se facilmente dimenticabile. Una serie che si può guardare a tempo perso che non fa scintille, ma non è nemmeno completamente da buttare.

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