Dopo un finale di stagione che ci aveva tenuti col fiato sospeso, Tin Star ritorna su Sky Atlantic con la seconda stagione che, al pari della prima, inizia con una tragedia a sfondo familiare in cui la vendetta resta la portata principale – al punto che persino uno dei personaggi (il fidanzato e collega dell’ufficiale di polizia Denise, interpretata da Sarah Podemski) alla domanda “cosa vuoi da mangiare” risponde “un piatto che va servito freddo”.

La serie creata da Rowan Joffé ci ha abituati fin da subito ad atmosfere violente e repentini passi indietro atti a far luce sulle dinamiche di quanto accaduto e, anche in questo caso, non si smentisce.
L’atmosfera è sempre quella delle innevate e gelide montagne rocciose canadesi e, proprio come nell’incipit della prima stagione, anche qui Jim sembra un uomo disposto a tutto per rimettere insieme i pezzi di quella che una volta era la sua famiglia. Ma, a dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare, è come se il suo lato malvagio e pazzo si fosse d’un tratto assopito, come se Jim avesse messo da parte Jack, ovvero la parte più malata di sé, non proseguendo con lo stesso temperamento col quale l’avevamo lasciato, ma azzerando tutto, quasi a stimolare nuovamente la fiducia dello spettatore.

A finire sotto la lente d’ingrandimento nei primi due episodi di Tin Star 2 sono invece le donne: se negli episodi precedenti il loro temperamento era trapelato quasi solo in contrasto con quello del protagonista principale, qui prendono letteralmente in mano la situazione, coalizzandosi tra di loro in un mix di giustizie, ingiustizie, richieste d’aiuto e rifiuti nel quale ancora non siamo pienamente entrati.

Tin Star 2: un inizio di stagione poco intenso

Tin Star 2 Cinematographe.it

A catturare l’attenzione del primo episodio, più dell’autoflagellazione di Anna Worth (Abigail Laurie) o del coraggio di abbandono di Angela (Genevieve O’Reilly), sono la caparbietà e il sex appeal di Elizabeth Bradshaw (Christina Hendricks), ex dirigente della Northstream Oil, la quale ci ammalia con una scena a suon di Moonlight Fiesta (Manuel & The Music Of The Mountains) che in brevi ma incisive immagini catapulta lo spettatore più attento in un’atmosfera alla Shining (da notare il dettaglio della moquette e il bancone del bar), seguita da un gioco di campo e controcampo che è sicuramente una delle sequenze più belle di questo incipit di serie. Peccato che l’idillio termini pressoché in questi frangenti, lasciando che personaggi, pensieri, turbamenti e conseguenze si agitino sul piccolo schermo frettolosamente, senza farci comprendere la reale direzione verso al quale si vuole andare.

È certamente ancora presto per decretare se le nuove puntate della produzione originale Sky riscuoteranno un successo pari a quelle del 2017, ma possiamo asserire che partono senza dubbio col freno a mano ancora innescato, col personaggio di Tim Roth che sembra aver perso il controllo della sua identità fittizia e anche il suo carisma.
Il tutto acuito da un cambiamento di visione interno: l’alcolismo non è più la chiave per arrivare al risultato ma la risultante di uno scarto umano.
Una cosa è certa: le donne sono al comando di questa nuova stagione e forse cercheranno di allietarci con qualche scabrosità passata, ma i loro scheletri sapranno affascinare tanto quanto quelli di Jim?

Nonostante l’inizio di stagione di Tin Star 2 si riveli debole in più punti, non ci resta che continuare a seguire la serie tv per scoprire come si evolverà, godendoci qualche brano di pregio che si avvicenda nella soundtrack e che talvolta riesce a sostituirsi ai lunghi monologhi di assordante silenzio dei protagonisti.

Tin Star 2 va in onda ogni lunedì su Sky Atlantic e Sky On Demand.

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