Tales From the Loop: recensione della nuova serie sci-fi di Prime Video

La nostra recensione di Tales From the Loop, tratta dalle meravigliose illustrazioni fantascientifiche di Simon Stålenhag.

Nonostante l’alta concorrenza degli ultimi giorni, dovuta all’uscita della nuova piattaforma Disney +, Amazon Prime Video non smette di regalarci titoli degni di interesse, l’ultimo dei quali si intitola Tales from the Loop.
Dal genio creativo dell’illustratore Simon Stålenhag il creatore Nathaniel Halpern ha tratto l’ispirazione per una serie tv dal sottofondo fantascientifico, ma che è in realtà è solo un pretesto per portare in scena un’avventura estremamente umana, dai toni onirici, rarefatti, inquietanti e malinconici.

Tales From the Loop: dall’immagine alla scena

Spesso le serie tv non nascono da una sceneggiatura originale, ma da un’opera già realizzata, come un film o un romanzo dal successo abbastanza vasto da fornire l’idea per un remake o una trasposizione.
Tales from the Loop ha una genesi più particolare, poiché si ispira a tutt’altro tipo di arte. La fonte è il lavoro dell’illustratore svedese Simon Stålenhag, che da anni realizza tavole digitali a tematica fantascientifica.

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Illustrazione di Simon Stålenhag

Le sue opere mostrano un legame diretto con il genere sci-fi più classico nel quale macchine e umani sembrano convivere in un’atmosfera a metà tra la serenità e l’inquietudine. Stålenhag ha riunito i suoi capolavori in una serie di raccolte, tra cui anche Tales from the Loop, pubblicata in Italia con il titolo Loop. La raccolta ha offerto un’ottima ispirazione per una serie di storie, tutte legate al misterioso effetto di questo “Loop” su una cittadina dell’Ohio. I suoi abitanti entrano indirettamente in contatto con gli strani eventi provocati da questo complesso scientifico sotterraneo, rimanendo coinvolti – talvolta anche con esiti inquietanti – in avvenimenti che hanno dell’incredibile.

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Illustrazione di Simon Stålenhag

È insolito che un’opera seriale nasca da immagini, per quanto affascinanti, ma è proprio la visione di questo titolo Prime Video che permette di capire quanto forte sia il legame con l’arte figurativa. Ambientazioni, oggetti, addirittura i colori sono disposti con grande cura, che non può che ricordare le tavole e lo stile dello stesso Stålenhag.

Tales From the Loop: una catena di eventi misteriosi, tra fantascienza classica e sospensione onirica

Tales from the Loop non può tecnicamente definirsi una serie antologica, ma rifiuta la narrazione lineare per seguire da vicino un personaggio diverso a ogni puntata, ognuno di essi legato all’altro in un modo o nell’altro. Il centro gravitazionale di queste figure è proprio il Loop, complesso scientifico progettato per svelare i più complessi misteri dell’universo.

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Daniel Zolghadri in Tales from the Loop

Tales From the Loop – Rebecca Hall sarà la protagonista della serie

A causa degli strani eventi legati ai progetti del Loop, la cittadina di Mercer è avvolta da una fitta cappa di mistero: inspiegabili sparizioni, strani robot rinvenuti nei boschi, anomalie spazio-temporali… tutto questo permette a Tales from the Loop di catapultare fin dalla prima puntata lo spettatore in un’ambientazione fantascientifica affascinante, rarefatta, quasi onirica e rilassante, ma anche intrisa di una profonda inquietudine. L’atmosfera riesce laddove l’innovazione fallisce. La trama di ogni episodio non punta infatti alla costruzione di intrecci complessi, all’ideazione di colpi di scena che sconvolgano lo spettatore, ma si fondano su racconti generalmente già visti, se non addirittura dei veri e propri topoi della narrazione fantascientifica, come lo scambio dei corpi, lo stravolgimento della linearità temporale e così via. Niente di tutto ciò abbassa però le potenzialità di Tales from the Loop, che sfrutta piuttosto l’atmosfera, il tono e la componente cromatica per conferire importanza ai movimenti emotivi, piuttosto che ai veri e propri eventi.

Tales From the Loop: una nuova fantascienza emotiva

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Abby Ryder Fortson e Duncan Joiner in Tales from the Loop

Tales from the Loop sulla carta non sembra avere particolari caratteristiche che le permetta di distinguersi da molte altre serie fantascientifiche degli ultimi decenni. Durante la visione essa svela però la sua peculiarità e la sua sua natura fortemente emotiva.
A un prodotto sci-fi si associa spesso l’idea di una tecnologia incredibilmente avanzata, che in qualche modo riempie la vita dei protagonisti. Si pensa a un’avventura ai limiti del credibile, a scene d’azione mozzafiato e agli esiti inquietanti di una società sempre più digitalizzata.
Questo ha fatto per esempio la serie tv britannica Black Mirror, svelando quanto fosse sottile il confine tra umano e macchina, con tutti i profondi e complessi significati etici e morali di questa identificazione.

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Abby Ryder Fortson e Duncan Joiner in Tales from the Loop

Tales from the Loop non desidera mostrare un mondo iper-tecnologico, né immergere lo spettatore in un’avventura adrenalinica nella quale i robot prendono il sopravvento. Certo, ci sono i robot, ci sono le macchine e c’è la presenza angosciante di un complesso capace di sondare i misteri del mondo, il famoso “Loop”, ma tutti questi elementi non sono il fulcro della narrazione. Sono i personaggi stessi a condurre il gioco, man mano che gli eventi misteriosi svelano la loro interiorità. L’ambientazione è tanto rarefatta – quasi parte di un unico grande sogno – che lo spettatore fatica persino a chiarire in quali anni si svolgano gli eventi, informazione del tutto irrilevante.

Tales from the Loop - Cinematographe.it

Tales from the Loop

Tales from the Loop offre una fantascienza ben integrata nella realtà di riferimento e un ritmo narrativo generalmente lento, che in alcuni casi rischia di abbassare leggermente l’attenzione dello spettatore. Talvolta le vicende si protraggono per un tempo più lungo del necessario, ma questo non impedisce alla serie di raggiungere un buon grado di dinamismo, soprattutto grazie al passaggio dal punto di vista di un personaggio a quello di un altro.
Ogni episodio affianca alla componente fantascientifica una profonda analisi dell’interiorità delle figure in gioco, regalando al pubblico una visione al tempo stesso magnetica, angosciante e toccante. La cornice sci-fi conferisce un tono inquietante, ma è il cuore emotivo della serie il vero protagonista, un’essenza che dà vita a riflessioni sui più cruciali temi della vita, come l’amore, la morte e l’identità.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 3.5
Sonoro - 4
Emozione - 4

3.8