voto del pubblico N/A
voto finale 3.0/5
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La 16ª Festa del Cinema di Roma ha lasciato spazio anche alla presentazione della prima puntata di una docu-serie Netflix che uscirà sulla piattaforma il 25 dicembre 2021: Stories of a generation è il documentario prodotto da Stand by me incentrato sulla figura di papa Francesco, mediatore e veicolatore di importanti questioni morali ed etiche, come il lavoro, i sogni, la lotta. La prima puntata si concentra sulla definizione dell’amore, di cui il papa si fa portatore verso i più deboli ed illustra il suo pensiero filosofico e la sua visione commovente e veritiera. La serie è ispirato al libro di Francesco, La saggezza del tempo insieme ad Antonio Spadaro, che ne cura l’edizione, ed è diretta da Simona Ercolani, con il supporto di Spadaro stesso.

Stories of a generation: papa Francesco educa all’amore

Stories of a generation Cinematographe.it

Il filo conduttore delle storie presentate è sempre la parola di papa Francesco, chiara, schietta e a tratti ricca di gioia conviviale, simbolo ormai di uno dei papi più amati dell’ultimo secolo. La naturalezza con cui esprime i suoi sofismi riguardo un determinato argomento è sintomo di una costruzione inesistente, di una spontaneità che solo lui è in grado di manifestare.

Il montaggio che si esplicita attraverso la proposta di punti di vista differenti l’uno dall’altro, ma che possano confluire in una visione multipla e pittorica della medesima accezione, rappresenta il connubio tra un pensiero condiviso che mostra storie differenti dai tratti comuni.
In questa prima puntata la rappresentazione della concezione di “amore” è plurima, sfaccettata e per certi versi controversa, incontrando le storie più che la definizione del concetto per ogni personaggio che interviene nel documentario. Storie di dolore, storie di convivialità e rispetto, storie di sopravvivenza e di avvicinamento verso il diverso: questo sentimento può assumere varie forme, senza il bisogno di essere uguale per ognuno di noi. Dal confronto tra i differenti personaggi che intervengono nel documentario con la loro storia di vita, è possibile riconoscere la matrice comune del rispetto e della trasparenza del sentimento: una cosa che anche papa Francesco ci tiene a sottolineare e che è poi il filo conduttore degli intramezzi tra una storia e l’altra.

Storie di vite straordinarie

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Il montaggio è parallelo, costruito proprio attorno all’alternarsi tra il confronto tra gente comune e personalità influenti come il regista Martin Scorsese, che con la figlia Francesca rievoca l’amore che ha provato nel momento in cui è venuta al mondo, o l’etologa Jane Goodall, che esorta a provare compassione e affetto nei confronti degli animali e della natura.

Le storie sono corredate da immagini e video di repertorio che possano fungere non solo da ponte tra un racconto e l’altro, ma anche da dimostrazione di verità inconfutabile e tangibile di una vita passata a lottare anche per delle piccole cose che assumono significato solo nel momento in cui diventano reali. Ed è questo a cui tiene dare importanza papa Francesco nei suoi interventi quasi cartellonisti tra i differenti pezzi delle narrazioni: il gesto è piccolo, ma il sentimento che ne scaturisce è qualcosa di sorprendentemente grande.

La semplicità con cui vengono messe in scena le storie è disarmante, commovente e delicata: come quella di Vito Florino, gelataio di Lampedusa che è riuscito a salvare moltissimi migranti dall’annegamento; o quella di Estela Barnes De Carlotto che, dopo la morte della figlia e la perdita del nipote ha dato vita in Argentina all’associazione Nonne di Plaza de Mayo per cercare i bambini  sequestrati e desaparecidos. La vita ci porta a dover combattere per i propri diritti e la propria esistenza, ma questi simboli di umanità e di forza sono la rappresentazione della volontà umana che si contrappone alla supremazia del potere, all’indifferenza e alle ingiustizie.