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Outlander ci ha fatto sognare per anni con la sua storia d’amore travagliata ma meravigliosa, con eventi storici appassionanti e con il fascino dei viaggi del tempo. La nuova stagione, la quinta (ispirata al quinto romanzo della serie) ci regala nuove avventure e tante emozioni, man mano che sul destino dei protagonisti grava l’arrivo della Rivoluzione Americana.
Come affronteranno Jamie, Clare e la loro famiglia questa minaccia imminente? Scopriamolo con la quinta stagione di Outlander su Fox Life dal 6 marzo al 25 giugno

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Di stagione in stagione Outlander si arricchisce di eventi, personaggi, colpi di scena e particolari storici. Per questo non è mai superfluo fare il punto della situazione. 

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Nella quarta stagione, andata in onda da novembre 2018 a febbraio 2019, Jamie (Sam Heughan)e Claire (Caitriona Balfe) si sono stabiliti nel Nord Carolina in una piccola tenuta rinominata Fraser’s Ridge. Una serie di eventi portano Jamie ad appoggiare la corona inglese, ma questa alleanza lo porterà a scontrarsi con i ribelli scozzesi, tra cui anche l’amico di sempre Murtagh (Duncan Lacroix).
Bree (Sophie Skelton) e Roger (Richard Rankin) viaggiano separatamente nel tempo per raggiungere la famiglia: la ragazza fa uno sfortunato incontro con il pirata Stephen Bonnet (Edward Speleers), che abusa di lei. In seguito alla violenza la ragazza scoprirà di essere incinta, senza però sapere se il padre del bambino sia Roger o proprio Bonnet. Roger viene invece catturato dagli indiani e salvato poi da Claire, Jamie e dal nipote di quest’ultimo, Ian (John Bell). Nell’ultima puntata tutta la famiglia riesce a riabbracciarsi, ma Jamie viene incaricato di trovare Murtagh e di dare la caccia ai Regolatori

La quarta stagione di Outlander si chiude quasi minacciosamente sullo spettro di una Rivoluzione Americana imminente e su una missione che per Jamie si rivelerà molto difficile dal punto di vista umano e personale.

Alleanze, contrasti e famiglia

La Rivoluzione Americana è alle porte e tutta la quinta stagione di Outlander sembra giocare su questa minaccia imminente. Il coinvolgimento di Jamie nel controllo e nel soffocamento dei ribelli scozzesi non fa che alimentare il clima di tensioni che farà da scenario a tutte le dodici puntate.
Lo schierarsi dell’uomo con la corona inglese è un elemento di grande importanza per la trama orizzontale e per lo svolgimento degli eventi storici, ma non solo. La missione di Jamie ha una forte valenza emotiva, poiché metterà inevitabilmente l’uno contro l’altro due personaggi estremamente vicini, Jamie e Murtagh, due amici legati da un profondo affetto e da un grande rispetto. 

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Lo spettatore inizia dunque la visione di questa nuova stagione – ispirata al romanzo The Fiery Cross di Diana Gabaldon – con la consapevolezza che ad attendere i Fraser non ci sarà nulla di semplice o di scontato, ma scontri, minacce, sacrifici da compiere per farsi trovare pronti da un evento storico devastante.
Un altro elemento centrale della stagione è la famiglia. Se da un lato l’arrivo della tanto temuta Rivoluzione Americana crea un clima angosciante di ineluttabilità, il contesto familiare dei Fraser continua a tenere gli spettatori sulle spine, regalando scene commoventi, istanti di tenerezza tra i suoi membri e mettendo a rischio la fragile stabilità di questo bellissimo nucleo.

Come sempre i creatori della serie sono in grado di rispettare fedelmente il romanzo della Gabaldon, prendendosi il tempo necessario per esplorare tutte le questioni degne di nota della saga ed evidenziando ancora una volta la ricchezza di questo prodotto. Nuovi personaggi vengono introdotti, nuove storyline vengono esplorate e la protagonista – una Claire sempre più intenzionata a lasciare il segno nell’epoca storica che la ospita – riesce a muoversi tra gli eventi con una spontaneità sempre maggiore.
La serie infinita di new entry e svolte non impedisce però al focus di tornare sempre sul tema della famiglia, vero e proprio leitmotiv della serie.

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In questa quinta stagione il concetto di famiglia si allarga sempre di più fino a includere il rapporto ormai conflittuale tra Jamie e Murtagh, al disagio di Roger di fronte alla possibilità che il piccolo Jemmy non sia davvero suo figlio biologico, il bellissimo legame senza tempo tra Jamie e Claire, l’affettuoso sodalizio tra quest’ultima e Marsali (Lauren Lyle) e molto altro.
Su questa famiglia grava però il peso del sacrificio: è pronto Jamie a contrarsi con chi ha sempre considerato parte della propria famiglia? E i Fraser riusciranno a lasciare andare Bree e Roger nel presente, per metterli al sicuro dalla Rivoluzione Americana? 

Trama orizzontale e verticale: la ricchezza (a volte un po’ caotica) di Outlander

In tutti questi anni è diventata ormai nota la natura di Outlander. Le avventure senza tempo di Claire, Jamie e della loro famiglia sono riuscite a tenere alta l’attenzione del pubblico, soprattutto tra chi si è ormai affezionato alle dinamiche appassionanti della serie. Alla trama orizzontale si sono però affiancati numerosi eventi secondari che a lungo andare hanno rischiato spesso di creare confusione.

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La ricchezza tematica di Outlander scivola a volte proprio sulla scelta di fare di ogni stagione un calderone di eventi frenetici, di discussioni politiche, di scontri, alleanze, tradimenti e via dicendo. Il tutto dona dinamismo al prodotto e stuzzica senza dubbio l’attenzione dello spettatore, ma in alcuni casi mette un po’ in ombra gli eventi principali e mina alla scorrevolezza della trama orizzontale.

Non è avvenuto diversamente con questa quinta stagione, che fa del sacrificio, della famiglia e dell’imminenza della Rivoluzione Americana i propri elementi centrali. Gli spunti offerti a livello di trama verticale sono davvero tanti, tutti meritevoli di essere esplorati in modo approfondito, ma lasciati talvolta al loro stato embrionale (almeno per il momento) per un’evidente mancanza di tempo.
Nel corso delle puntate agli eventi principali si aggiungono davvero molte questioni parallele, che rendono il prodotto certamente più realistico dal punto di vista storico e sociale, ma che corrono il rischio di far passare in secondo piano ciò che davvero vogliamo sapere di Claire, Jamie, Bree e Roger. Molte questioni importanti vengono affrontate, una fra tutte la minaccia di Stephen Bonnet (la cui risoluzione regala allo spettatore non poche emozioni!), mentre altre sembrano perdersi tra il resto degli accadimenti, come l’attesissimo confronto tra Jamie e Murtagh, teso e commovente, ma limitato narrativamente alla puntata ad esso dedicata o poco più.

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Outlander si rivela anche in questa nuova stagione una serie che sa coinvolgere e che sa gestire bene i propri personaggi. La storia d’amore tra Jamie e Claire, tra gli altri bassi tipici di una coppia di lunga data e di un contesto instabile, risulta ancora credibile e dà vita agli istanti di tenerezza che hanno caratterizzato la serie fin dai suoi esordi. Anche il rapporto tra Bree e Roger si stabilizza, dopo una serie di vicissitudini che mettono a dura prova Roger nel passato e lo rendono una figura più presente e sfaccettata rispetto alle stagioni passate. La famiglia Fraser si allarga sempre di più, definendosi come organismo immancabile e si prepara ai grandi sconvolgimenti del conflitto imminente, protagonista della sesta stagione, già ufficializzata