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Una nuova crime story, un nuovo detective tormentato dai “demoni” del suo mestiere, di nuovo una piccola città di periferia sconvolta da un evento tragico: Omicidio a Easttown è la nuova miniserie in 7 puntate targata HBO creata da Brad Ingelsby e diretta da Craig Zobel con protagonista il premio Oscar Kate Winslet (anche produttrice) dal 9 giugno su Sky e Now.

Kate Winslet è Mare Sheehan, ex campionessa di basket del liceo locale, ora detective acuta ma disincantata, tormentata da un vecchio caso non risolto, quello della scomparsa della figlia di una sua ex compagna di scuola, una vicenda che ha diviso la comunità che in parte non crede più alle sue capacità investigative. Nel frattempo uno sconvolgente ed efferato omicidio la mette ulteriormente a dura prova e le viene presto affiancato, inizialmente suo malgrado, il giovane e brillante detective Colin Zabel (Evan Peters, American Horror Story) insieme al quale condurrà delle serrate indagini che la porteranno a scoprire una terribile verità.

Omicidio a Easttown – Lo specchio inquietante della periferia americana

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Il primo episodio della miniserie ci rivela subito la realtà soffocante di una cittadina all’apparenza tranquilla e accogliente ma che nasconde contraddizioni e brutture, lo specchio inquietante della periferia americana. Adolescenti soli e vittime di violenza e bullismo (questo è purtroppo un fenomeno mondiale), povertà, degrado, segreti familiari inconfessabili. Ne è vittima anche la protagonista Mare scioccata da un evento che non riesce a superare, che vede l’ex marito rifarsi tranquillamente una vita, mentre la figlia adolescente Siobhan (Angourie Rice) preferisce la compagnia del padre e nuovi sconvolgimenti personali sembrano non volerle dare pace. Mare non è però il solito detective tormentato, solo e senza slanci perché la donna ha dalla sua parte una famiglia speciale come la simpatica e impicciona madre Helen (Jean Smart), degli affetti importanti come la migliore amica Lori Ross (Julianne Nicholson) e accetta anche il corteggiamento di Richard Ryan, un affascinante scrittore (Guy Pearce). Tutti i personaggi ci vengono presentati in un’atmosfera che rimanda continuamente al pericolo imminente, aleggia per tutta la prima puntata, infatti, lo spettro dell’omicidio che dà il titolo (italiano) alla serie e che si mostra in tutta la sua atrocità negli ultimi minuti. Da qui in poi un’escalation di rivelazioni e colpi di scena porteranno lo spettatore in un vortice spaventoso di crimini inaccettabili.

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Tanti i cliché che emergono e che le serie o i film di genere crime si trascinano spesso dietro – la tranquilla provincia che nasconde segreti inconfessabili, la vita complicata e spesso solitaria dei detective, le vittime giovani – ma Omicidio a Easttown ha il merito di coinvolgere e appassionare lo spettatore sulle vicende dei protagonisti attraverso cliffhanger e diversi plot twist, tutti assolutamente coerenti con la storia e non forzati come spesso accade, entrando di fatto a far parte della grande schiera di miniserie da divorare tutte d’un fiato. Sarà per l’interpretazione convincente di tutti gli attori che rivelano con grande trasporto le fragilità dei loro personaggi prima fra tutte Kate Winslet che incarna in pieno la sofferenza e la caparbietà di Mare che spesso esplode in gesti e sfoghi incontrollabili, istintivi; sarà perché le storie di uomini e donne normali alle prese con il male assoluto scatenano sempre l’interesse del pubblico. Ce lo ha insegnato Clint Eastwood in Mystic River che Omicidio a Easttown ricorda nelle atmosfere angoscianti, nel ritratto della piccola realtà dove sembra non ci sia più posto per la bellezza e la speranza, dove anche gli innocenti hanno qualcosa da nascondere.

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Omicidio a Easttown – Storia di donne e madri coraggio e di uomini miseri

Donne, madri e nonne coraggio sono protagoniste assolute della miniserie che fanno di tutto per proteggere i loro cari dal dolore, pur non riuscendoci sempre, e con conseguenze spesso irrimediabili, ma è una storia anche di piccoli e vili uomini e di giovani vite, di figli segnati per sempre da eventi drammatici ancora inconsapevoli delle mancanze che avranno in futuro e del mondo crudele che li aspetta, nel quale non c’è posto per amore e umanità.

“Si impara a convivere con l’inaccettabile” dice Mare e lei ne è la prova vivente, divisa e lacerata tra l’orrore sul quale indaga e i propri tormenti, non perdendo mai lucidità e il senso di giustizia nemmeno di fronte a scelte che potrebbero mettere di nuovo a repentaglio il suo fragile equilibrio.

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Un personaggio autentico e bellissimo, finalmente veritiero, con le rughe, una bottiglia di birra spesso in mano e i chili “non convenzionali” per la protagonista di una serie, argomento sollevato dalla stessa Kate Winslet che in una recente intervista ha dichiarato di essersi duramente opposta alla produzione che voleva eliminare le sue rughe dai poster promozionali e rimuovere digitalmente la sua pancia gonfia in una scena di sesso con Guy Pearce.