voto del pubblico 4.7/5
voto finale 3.1/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Sonoro
Emozione
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Il cinema e la televisione hanno più volte narrato e rievocato efferati delitti e con essi le storie di coloro che li hanno commessi, nella stragrande maggioranza dei casi attingendo a fatti veri o ispirandosi a figure realmente esistite. La filmografia in tal senso è piuttosto vasta e conta opere provenienti dalle diverse latitudini, motivo per cui è inutile citare questo o quell’altro titolo. Ultimo in ordine di tempo a fare la sua comparsa è Night Stalker, la docu-serie in quattro episodi targata Netflix (disponibile dal 13 gennaio) in cui Tiller Russel ricostruisce le indagini che portarono all’arresto del serial killer e stupratore americano Richard Ramirez, responsabile tra il 1984 e il 1985 di almeno 14 omicidi e di 43 crimini di varia natura (stupri, molestie a minori, aggressioni e furti) nell’area di Los Angeles e più tardi di San Francisco.

Night Stalker: la storia del serial killer che terrorizzò gli Stati Uniti tra il 1984 e il 1985

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Da prima soprannominato “killer a domicilio”, poi “l’intruso della valle” e infine “The Night Stalker”, Ramirez seminò il terrore negli Stati Uniti per 167 lunghissimi giorni di sangue, terminati con l’arresto, la condanna a morte e il decesso per complicazioni cardiache prima dell’esecuzione. Il tutto lo fece passare alla storia come uno dei killer seriali più feroci e anomali mai apparsi sulla faccia della Terra, capace di uccidere chiunque e indistintamente senza un preciso schema con pistole, coltelli, martelli e oggetti contundenti di vario tipo, lasciando sui muri e incidendo sui corpi delle vittime di turno dei simboli satanici (nello specifico un pentagramma). Omicidi, questi, ai quali affiancava anche violenze sessuali e abusi perpetrati ai danni di minori e anziani, lasciati poi  in vita o liberi di tornare a casa. Un modus operandi diverso dai predecessori più o meno illustri che ha stampato a caratteri cubitali il suo nome e il suo profilo nell’immaginario e nei manuali di criminologia.

Indizio dopo indizio, Night Stalker ripercorre filologicamente e cronologicamente una cruenta stagione di sangue

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Night Stalker ripercorre filologicamente e cronologicamente una cruenta stagione di sangue che ha lasciato profonde cicatrici nella memoria degli americani e non solo, a cominciare in quella dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime. Le loro toccanti e partecipi testimonianze sono state raccolte, insieme a quelle di giornalisti, testimoni oculari, medici legali, criminologi e legali, in una narrazione corale che ricompone tassello dopo tassello, indizio dopo indizio, un racconto per stomaci forti davvero difficile da digerire. A guidarci in questo che è al contempo un dramma storico, un romanzo e una biografia criminale, coloro che consegnarono alla giustizia il mostro di turno, ossia la coppia di detective formata da Gil Carrillo e Frank Salerno, battezzata i “Bulldog”. Sono i loro racconti a scandire gli highlights significativi di questa cruenta e asfissiante caccia all’uomo, il filo rosso che congiunge tutti i tasselli del puzzle sino alla scoperta dell’identità del carnefice.

Night Stalker: una “galleria degli orrori” che ci scaraventa nel ventre malato e nel lato oscuro di Los Angeles

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Il tutto passa attraverso una “galleria degli orrori” che omicidio dopo omicidio, violenza dopo violenza, ci scaraventa nel ventre malato e nel lato oscuro di una metropoli brulicante nella cui notte si consumano delitti tanto atroci quanto inspiegabili. Russel ripercorre l’intera vicenda, compresa la fase processuale, attraverso un chirurgico lavoro di scrittura svolto a tavolino che consente alla serie di prendere forma, sostanza e una struttura ben definita, simile per dinamiche a quella di un’indagine a tutto campo. Lo fa con un approccio investigativo, quello che dalla ricerca delle prove porta direttamente all’identikit del killer, un passo blando che lascia spazio a sporadiche accelerazioni ritmiche (soprattutto nel quarto e ultimo episodio nel quale viene raccontato il pirotecnico inseguimento per le strade di Los Angeles e la cattura di Ramirez), una catena di interviste ben intrecciate, delle sequenze di fiction (l’auto che si aggira tra le strade deserte e buie riporta la mente a Zodiac di David Fincher) con tanto di ricostruzioni dettagliate delle scene del crimine, un sapiente utilizzo dei materiali d’archivio e un pregevole sound design.