voto del pubblico 3.8/5
voto finale
3.8/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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La genesi di Midnight Mass, la nuova serie Netflix disponibile dal 24 settembre 2021, è da ritrovarsi in due punti esatti della biografia del suo ideatore Mike Flanagan. Infanzia da chierichetto e presente da ex-alcolista in piena via di guarigione, con la sua ultima opera il regista di Hill House e Doctor Sleep elabora il suo viaggio personale con la fede cattolica e la dipendenza, mettendo l’horror in funzione di un racconto psicologico e riflessivo sulla pericolosità dell’estremismo religioso, la redenzione al peccato e la natura del male.

Midnight Mass: barlumi apocalittici nella trama della serie TV Netflix

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Dopo aver scontato quattro anni di carcere in una prigione dell’Illinois, il giovane Riley Flinn (Zach Gilford) torna finalmente a Crockett Island, un’isola lontana trenta miglia dal Continente e raggiungile solo su due traghetti. Ad attenderlo, i suoi anziani genitori e il fratello minore, parte di una comunità iper cattolica di 127 abitanti che vive nella parola di Dio, nonostante serpeggi un inesorabile allontanamento dalla Chiesa e dai suoi precetti. L’arrivo di Riley coincide lo stesso giorno con quello del nuovo parroco Padre Paul (Hamish Linklater) , un sacerdote carismatico e passionale nel suo dire messa, predisposto ad aiutare gli abitanti dell’isola e propositivo nel far rinvigorire la folla di fedeli nella messa quotidiana.

Già dai primi giorni di permanenza di Padre Paul, Crockett Island assiste ad un inspiegabile miglioramento: anziani ringiovaniscono, dolori fisici si placano e infermi miracolosamente riescono di nuovo a camminare. Ma quella strana presenza luciferina o angelica che si aggira invisibile sull’isola, forse è parte di un disegno ben più ampio della semplice celebrazione pasquale, e l’ultima messa di mezzanotte celebrata col sangue sarà probabilmente la fine apocalittica dell’intera umanità.

Storie di fede e di miracoli nella serie di Mike Flanagan

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Genesi, Salmi, Proverbi, Lamentazioni, Vangelo, Atti degli Apostoli e Apocalisse dividono sette capitoli di una storia di religione e di umanità persa, di miracoli tangibili e crisi di fede, di famiglia e di remissione ai peccati. Con una regia impeccabile che declina l’horror non unicamente negli effetti classici come il jumpscare, Flanagan cerca lo spavento nella progressiva caduta agli inferi dell’intera comunità, ad un tratto completamente devota a Padre Paul e alla sua capacità persuasoria.

Con una fotografia sempre più priva di luce e un cast in cui emergono le singole abilità degli attori, Midnight Mass coinvolge lo spettatore immergendolo in una porzione di mondo fantasma, curando al massimo la messinscena e avendo cura di tratteggiare i personaggi e il loro contributo all’interno dell’isola, per arrivare gradualmente negli ultimi episodi ad un climax apocalittico e fiammeggiante che ha inizio nell’ultima messa di mezzanotte.

Si torna dunque a riflettere su grandi temi universali, soprattutto la morte e il suo eterno ritorno all’universo, relegando a Riley e all’amica Erin, gran parte dei lungi ed elaborati dialoghi inseriti, chiedendo però allo spettatore di rispettare una soglia di attenzione che spesso non si è in grado di soddisfare.

Midnight Mass senza dubbio emerge fra le serie migliori dell’anno, garantendo una qualità ottima in ogni comparto dell’intera produzione. Un prodotto capace di spingere i propri limiti, senza tirarsi indietro su alcune tematiche legate sia all’horror che al cinema drammatico. Insomma davvero da non perdere.