Marianne: recensione della serie horror di Netflix

Dalla Francia arriva una serie ricca di orrore e mistero: la recensione di Marianne, che mostra qualità visiva e nei contenuti, dispensando anche qualche jumpscare

L’horror è un genere delicato, da maneggiare con cura, il cui rischio più grande è quello di trasformare un moto di paura in una risata. Per questo motivo, quando si ha a che fare con un film o una serie di genere horror, il rischio è quello di trovarsi di fronte a una trasposizione mal fatta, incapace di suscitare emozioni, tantomeno paura o inquietudine. Non è però questo il caso di Marianne.

Marianne – il trailer ufficiale della nuova serie horror Netflix

Nell’epoca del jumpscare, adatto per attirare una fascia d’età molto giovane al cinema o sulle piattaforme streaming senza veramente pungere con sensazioni forti, gli horror duri e puri sembrano essere una merce rara. La serie francese Marianne invece prova a conciliare l’obiettivo di avvicinarsi a un pubblico giovanile, con l’idea di creare una storia inquietante e misteriosa, capace di stare un passo più avanti rispetto ai soliti film e serie conditi da massicci, e spesso innocui, jumpscare.

Marianne: una serie che richiama celebri cult horror

Marianne, Cinematographe.it

Creata e diretta da Samuel Bodin, insieme allo sceneggiatore Quoc Dang Tran, la serie racconta la terrificante storia di Emma, una scrittrice di romanzi horror che scopre che dietro ai suoi racconti c’è un briciolo di verità. Il titolo della serie fa riferimento a Marianne, la strega che Emma ha creato grazie alla sua fantasia. La scrittrice è infatti autrice di una serie di romanzi con protagonista Lizzie Larck, creata da Emma per sconfiggere la strega.

A metà tra Nightmare on Elm Street, l’Esorcista e Misery non Deve Morire, questo show sembra condensare in un unico canovaccio una serie di elementi intriganti presi da altri capisaldi del genere. La protagonista Emma, infatti, appena tornata nel paese di Elden si trova di fronte alla signora Daugeron, sua “fan numero uno”, la quale sembra impossessata da un demone, o travolta dalla più totale follia.

Marianne unisce elementi di Nightmare, l’Esorcita e Misery per creare una trama intrigante degna del genere horror

Questo gioco tra soprannaturale e disagio reale è una delle carte vincenti della serie che, per risultare completamente riuscita, avrebbe potuto spingere maggiormente sull’elemento introspettivo, e un po’ meno su quello soprannaturale. Ma Marianne si pone fin dall’inizio l’obiettivo di far avvicinare un pubblico giovane (la serie infatti è vietata ai minori di 14 anni), abituato a certe atmosfere fantasy-horror, e ai jump-scare. Fortunatamente anche i salti di paura non sono fini a sé stessi, e sono calati all’interno di scene ben realizzate, e che già in principio hanno intenzione di creare una certa atmosfera, suscitando un certo tipo di sensazioni. E poi, soprattutto, c’è alla base una storia intrigante con dei personaggi tridimensionali.

Molto interessante è il gioco tra sogno e realtà, che deve chiaramente la sua ispirazione al Nightmare di Wes Craven. Si tratta di giochi sottili di paura, che sicuramente divertiranno tutti gli appassionati di horror, e inquieteranno i neofiti del genere.

Marianne: cast, regia e musiche all’altezza del genere

Marianne, Cinematographe.it

Anche il lato introspettivo dei personaggi viene ben curato: la protagonista Emma viene a mano a mano analizzata nelle sue varie sfaccettature, mostrando poco per volta le sfumature interiori di un passato nel quale il disagio giovanile prevaleva sul cinismo dell’età adulta.

Ottima l’interpretazione di Mireille Herbstmeyer, l’attrice che occupa il ruolo della signora Daugeron, la cui prestazione sopra le righe riesce ad avere l’equilibrio giusto, inquietando e caratterizzandosi a livello espressivo. Mentre la protagonista Victoire Du Bois (già vista in Chiamami col tuo Nome) è un po’ più debole nel mostrare una scrittrice giovane, divisa tra il disagio di un passato oscuro e fatto di sofferenza, e un’età adulta cinica. L’attrice non sembra perfettamente in grado di mostrare tutte le sfaccettature di un personaggio che a livello emotivo dovrebbe coinvolgere di più lo spettatore.

Marianne: una buona regia mischia un certo gusto visivo europeo, con i tocchi classici dell’horror americano. Le musiche invece richiamano le composizioni di Danny Elfman

Ottima è anche la colonna sonora della serie, che riesce a mostrare sfumature capaci di ricordare a tratti le composizioni di Danny Elfman. C’è tanta magia e oscurità in queste musiche che accompagnano bene i momenti emotivamente più forti delle puntate.

La regia invece accompagna bene l’azione, mischiando un certo gusto visivo europeo, con dei tocchi classici da horror americano. Del resto saper unire nella maniera più adeguata le due tradizioni è sinonimo di qualità e di buon livello creativo.

Marianne è quindi una buona serie tv, capace di rispettare al meglio le caratteristiche delle trasposizioni horror più pure, avvicinando anche un target giovane al genere. La serie è composta da 8 episodi e prodotta dalla Bigger Boat, un’etichetta produttiva che si occupa di prodotti horror, fantasy e d’azione. Il telefilm è disponibile su Netflix dal 13 settembre.

Regia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3.5
Emozione - 3
Fotografia - 3.5

3.3

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