L’assedio di Waco: recensione della miniserie Netflix

La cronistoria con testimonianze e materiali inediti della peggiore sparatoria in suolo americano dai tempi della guerra civile rievocata nella docu-serie true crime diretta da Tiller Russell. Dal 22 marzo 2023 su Netflix.

Dati alla mano e indice di gradimento dicono che le serie true crime sono tra le più richieste sul mercato dello streaming e non solo. Il ché spiega l’incremento di prodotti seriali di fiction o a carattere documentaristico registrato in questi anni sulle principali piattaforme nate e proliferate sulla rete più o meno recentemente. Motivo per cui i colossi del web come Netflix hanno sguinzagliato produttori, registi e showrunner delle varie latitudini alla ricerca di fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti passati alla storia e finiti sulle pagine della cronaca nera, da trasformare in prodotti audiovisivi da proporre mensilmente ai propri abbonati. Ecco che non poteva di certo mancare all’appello quella che ad oggi rappresenta la peggiore sparatoria su suolo americano dai tempi della guerra civile, ossia quella consumata tra il 28 febbraio e il 19 aprile del 1993 a Waco, in Texas, in cui persero la vita 82 persone fra civili e forze dell’ordine.

La docu-serie di Tiller Russell rievoca ciò che avvenne in quelle lunghe e interminabili sette settimane passate alla cronaca come l’assedio di Waco

L’assedio di Waco cinematographe.it

“Teatro” del tremendo massacro un complesso che si estendeva per una trentina di ettari a est di Waco, laddove sorgeva un grande ranch perso nel mezzo della compagna abitato dagli adepti della setta religiosa dei davidiani e dal suo leader David Koresh, auto-proclamotosi seconda reincarnazione di Cristo. La dottrina professata e i discutibili modi di professarla vengono un giorno di febbraio del 1993 bruscamente interrotti da un’irruzione armata delle forze di sicurezza avvenuta a seguito di un mandato di perquisizione emesso dal Governo Usa per sospetta presenza di mitra. Sospetti che poi, visto l’arsenale ritrovato nei magazzini del complesso e ancora prima utilizzato da Koresh e dai suoi seguaci, sono risultati fondati. Ciò che avvenne in quelle lunghe e interminabili sette settimane è passato drammaticamente alla cronaca, scolpito a caratteri cubitali nelle menti di chi vi ha perso un caro, chi è sopravvissuto, chi vi ha partecipato a vario titolo e anche in quelle di chi ha seguito mediaticamente l’evento. Ed è per rievocare quell’immane tragedia che è stata concepita la miniserie L’assedio di Waco, una docu-serie in tre episodi da 50 minuti circa cadauno distribuita da Netflix il 22 marzo 2023, per la regia di Tiller Russell, che gli abituali frequentatori del filone e della piattaforma a stelle e strisce ricorderanno per lo scioccante Night Stalker: caccia a un serial killer.

Tiller Russell mette tutta la sua comprovata esperienza nel filone true crime al servizio di una ricostruzione fedele e filologica degli eventi

L’assedio di Waco cinematographe.it

Il regista e produttore statunitense, già autore di film e serie che hanno portato sul grande e piccolo schermo fatti di sangue che hanno macchiato in maniera indelebile intere pagine di storia, mette tutta la sua comprovata esperienza nel filone al servizio di una ricostruzione fedele e filologica degli eventi. Lo ha fatto attraverso una cronistoria che copre l’intero arco temporale dell’assedio, vale a dire quei maledetti 51 giorni che tennero col fiato sospeso l’intero pianeta. Gli highlights di quelle settimane rappresentano il tessuto narrativo dell’opera in questione, che ha potuto contare in primis sui racconti di alcuni testimoni diretti e oculari degli eventi rintracciati su entrambi i fronti entrati in rotta di collisione, ma anche di quei giornalisti e reporter presenti in loco che hanno riportato al resto del mondo gli accadimenti. Quest’ultimi sappiamo benissimo come andarono a finire, ossia con un vero e proprio bollettino di guerra in termini di vittime (tra cui lo stesso Koresh), oltre che con la completa distruzione del ranch chiamato Mount Carmel, raso al suolo da un incendio di grandi proporzioni che ha devastato tutto. Devastazione che, come vedremo, ha richiesto una ricostruzione animata fotorealistica attraverso modellini tridimensionali su scala e vfx, resi possibili dalle immagini dell’epoca. Immagini di repertorio che rappresentano, oltre alle interviste raccolte, l’altro prezioso elemento nelle mani di Russell mediante cui fare riemergere dalle ceneri le topografie e le architetture che hanno fatto da cornice all’assedio.

L’autore di L’assedio di Waco ha potuto contare su materiali di repertorio mai andati in onda      

L’assedio di Waco cinematographe.it

L’autore di L’assedio di Waco ha potuto contare dunque su un materiale pre-esistente mai andato in onda prima, crudo visivamente e giornalisticamente parlando sconvolgente, implementato e arricchito da scene realizzate ad hoc che ben si amalgamano tra loro, salvo una manciata di innesti digitali che appaiono un po’ troppo artificiosi nella confezione (vedi le immagini del mitragliatore). Innesti che però non incidono negativamente sulla resa finale di un prodotto seriale emotivamente coinvolgente, per via dei contenuti e del modo in cui questi vengono riportati sullo schermo. Russell ne fa tesoro e utilizza quanto gli è stato messo a disposizione con grandissima efficacia, soprattutto nel primo episodio, teso come una corda di violino e ritmicamente frenetico come una scarica di mitra, nel quale mostra le fasi più cruente del conflitto a fuoco. Un esito che riporta alla mente quanto fatto in One Day in September, che valse a Kevin Macdonald l’Oscar per il miglior documentario nel 2000, nel quale viene rievocato quello che è passato alla storia come il massacro di Monaco.

L’assedio di Waco: conclusione e valutazione

Tesa come una corda di violino ed emotivamente coinvolgente, la docu-serie L’assedio di Waco ha potuto contare su materiali d’archivio inediti e testimonianze sconvolgenti, attraverso cui il regista e produttore Tiller Russell ha rievocato la peggiore sparatoria su suolo americano dai tempi della guerra civile. Il tutto reso in maniera assai efficace da una confezione tecnica nella quale suono e fotografia amplificano come una cassa di risonanza il potere devastante di immagini pre-esistenti davvero scioccanti.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Sonoro - 4
Emozione - 4.5

4

Tags: Netflix