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Dopo averci angosciati con le prime appassionanti puntate, La guerra dei mondi – trasposizione della BBC dell’omonimo classico fantascientifico di H. G. Wells – è finalmente tornata con il suo terzo e ultimo episodio.

La guerra dei mondi: recensione dei primi episodi della miniserie BBC

Questa puntata di chiusura, andata in onda sul canale Sky di LaEFFE il 18 ottobre 2019, ha mostrato la lotta dei protagonisti contro un’invasione aliena che ha cambiato il volto della Terra. La narrazione, iniziata con i ritmi serrati richiesti da una trama avvincente, è giunta a conclusione non senza qualche inciampo nella sceneggiatura e nei tempi narrativi, ma ha mantenuto alta la tensione nello spettatore fino alla fine.

La guerra dei mondi: dov’eravamo rimasti?

La guerra dei mondi ha dato prova, nei suoi primi due episodi, di saper riproporre il romanzo di Wells con una certa fedeltà, ma allo stesso tempo di saper svecchiare la trama originale con alcune piccole innovazioni, donando alla serie una più marcata tinta drama.
Alla necessità di sopravvivere all’attacco alieno dei Tripodi, il rifacimento della BBC ha voluto affiancare la travagliata storia d’amore di Amy (Eleanor Tomlinson) e George (Rafe Spall). Contrastati dal primo matrimonio di George e dall’opinione comune che non vede di buon occhio la loro unione illecita, i due protagonisti sono messi di fronte a ulteriori difficoltà quando delle entità aliene raggiungono la Terra per colonizzarla.

La guerra dei mondi Cinematographe.it

La resistenza all’invasione si rivela essere drammatica per Amy e George, quando i due si perdono di vista. L’assenza dell’uomo si protrae per molto tempo dopo la guerra contro i Tripodi, come sottolineano le immagini di un futuro in cui la coppia non è più unita. L’alternarsi della linea temporale presente e di quella futura suggerisce quindi una drastica separazione, alla quale i due tentano di porre disperatamente rimedio nel corso delle tre puntate. L’ultimo episodio chiarisce alcuni dubbi degli spettatori, mostrando cosa sia successo ai personaggi.

La guerra dei mondi: una storia di impotenza, sacrificio e amore

La guerra dei mondi Cinematographe.it

Sebbene nei primi due episodi de La guerra dei mondi la sceneggiatura abbia dimostrato di saper gestire nel modo corretto il susseguirsi degli eventi, si avverte un cambiamento nel ritmo narrativo in questo episodio conclusivo. Ciò che nella prima parte si era rivelato necessario – ossia tempi serrati per sottolineare la frenesia di un mondo in guerra -, verso le battute finali rischia di affrettare le tempistiche narrative e di distogliere l’attenzione dalle figure in gioco. I tre soli episodi della miniserie garantiscono una componente action valida, amplificando gli istanti di tensione e immergendo lo spettatore in una situazione di costante minaccia.
Paura e inquietudine sembrano però togliere respiro allo sviluppo psicologico dei personaggi, non inesistente, ma troppo debole per stabilire una vera e propria immedesimazione.

La guerra dei mondi: dal libro alla serie TV, tra passato, presente e futuro

Anche l’alternanza di linee temporali diverse, capace all’inizio di donare dinamismo alla serie, risulta in conclusione dispersiva e affrettata. La necessità delle scene ambientate in un futuro post-apocalittico in cui la Terra è una landa desolata molto simile a Marte, è strettamente legata alla trama e ai motivi per cui il mondo umano non ha potuto essere definitivamente colonizzato. La brevità della serie non ha tuttavia aiutato la sceneggiatura a dare vita a una narrazione davvero completa e ad amplificare la disperazione di un popolo che sembra ormai tornato a uno stato di regressione.

Nonostante le problematiche legate ai ritmi narrativi, La guerra dei mondi si rivela essere il valido racconto di una società distrutta da un’invasione aliena e di un amore complesso. A conti fatti le serie avrebbe giovato di un maggiore approfondimento del terribile conflitto tra esseri umani e alieni, ma non per questo risulta meno efficace lo stato di perenne tensione che permea la scena. L’invasione dei Tripodi costringe i personaggi a una fuga senza fine contro un nemico apparentemente invincibile, dotato di intelligenza e di risorse che superano di gran lunga quelle degli uomini e ogni passo ci sembra quasi di vivere l’angoscia di chi sente gli alieni alle calcagna.

Scappare, nascondersi, non fare rumore: questo terzo episodio mostra tutte le appassionanti caratteristiche di un survival in cui è impossibile prevedere ciò che accadrà e in cui la salvezza dei personaggi – anche i principali – non è affatto assicurata.
Alla paura – palpabile durante tutta la serie – e all’istinto di conservazione si affianca tuttavia il coraggio di affrontare il pericolo, anche tramite il sacrificio, quando a essere in ballo è la persona amata.

La guerra dei mondi: il sottile confine tra vittime e carnefici

La guerra dei mondi pone i protagonisti di fronte a nemici sconosciuti e dalla forza irraggiungibile, ma ad amplificare l’empatia dello spettatore è proprio il fatto che non è esattamente questa la natura dei Tripodi.
Tanto i protagonisti quanto gli invasori mostrano caratteristiche nelle quali è possibile in qualche modo riconoscersi. Se la serie riesce a creare un legame tra osservatore e “vittima”, la forte critica socio-politica mossa da George ci aiuta a vedere una parte di noi stessi anche nei nemici alieni. Le loro mosse non possono essere ricondotte a una crudeltà fine a se stessa, ma a mire espansionistiche che non sono estranee nemmeno agli uomini e che sembrano dunque colpire la Terra come per una sorta di ironica punizione.

L’impotenza umana non è solo quella che i personaggi provano di fronte alla minaccia, ma la consapevolezza di non essere l’anello definitivo dell’evoluzione. Guerre e conquiste non ci hanno reso invincibili, ma solo una piccolissima parte di un infinito universo, all’interno del quale sembra essere impossibile convivere.

Cos’è umano e cos’è alieno? Chi è vittima e chi è carnefice in un mondo dove è il più forte a schiacciare il più debole? Quest’incertezza e questa sensazione di fragilità, non fanno che amplificare la componente più inquietante di una serie che avrebbe potuto dare di più. Con dei tempi narrativi un po’ più dilatati, un maggiore approfondimento dei personaggi e scene d’azione più prolungate, La guerra dei mondi avrebbe potuto dare vita a uno scontro epico.

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