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La casa di carta (La casa de papel) è una serie televisiva spagnola ideata da Álex Pina, la cui prima stagione è disponibile su Netflix a partire dal 20 dicembre, con 13 episodi della durata compresa fra i 41 e i 55 minuti. La seconda stagione della serie, che sarà composta da 6 episodi, verrà rilasciata sulla piattaforma streaming in una data ancora sconosciuta.

La casa di carta racconta le vicissitudini di 8 rapinatori, 8 persone reclutate dal sedicente Professore in base al loro status di uomini e donne che non hanno più nulla da perdere, essendo tutti ricercati per gravi crimini commessi precedentemente. Obiettivo della squadra, rapinare la zecca di Stato spagnola, un colpo che porrebbe fine per sempre alle esigenze economiche del gruppo, oltre a far sì che l’opinione pubblica non insorga contro il loro operato, dato che i soldi rubati non sarebbero di proprietà dei cittadini. Ma Il Professore vuole fare le cose in grande e – dopo aver studiato accuratamente un piano per 5 mesi – gli 8 rapinatori entrano in azione, perdendo tuttavia rapidamente di vista i dettagli fondamentali alla riuscita dell’intricata missione, che – a prima vista – risulta poco comprensibile anche agli spettatori.

La casa di carta Cinematographe

La casa di carta: un pilot insolito e promettente

Il pilot della serie di Álex Pina risulta infatti (volutamente?) confusionario, calando lo spettatore immediatamente in un’azione incalzante e ben architettata, ma che lascia molte domande irrisolte. Perché i rapinatori non si accontentano di svuotare la zecca e fuggire prima dell’arrivo della polizia? Perché a un certo punto assistiamo a un errore tanto grossolano? Domande che troveranno sicuramente risposta negli episodi successivi e che mostrano come La casa di carta sia una serie molto pretenziosa a livello di trama, qualcosa che non può che essere apprezzato.

Interessante la prima caratterizzazione dei personaggi che viene evidenziata nell’episodio pilota in cui notiamo un’insolita empatia dei rapinatori nei confronti degli ostaggi. Il gruppo, i cui reali nomi non vengono rivelati, si coordina grazie a dei nomi di battaglia ripresi da alcune città. Abbiamo la protagonista e voce narrante Tokyo (Úrsula Corberó), il cui passato vede una tragedia inaccettabile incombere sulla possibilità di tornare ad essere serena, Mosca, il capo squadra Berlino, la pazzoide Nairobi, lo spasimante di Tokyo, il nerd Rio, Denver e i gemelli Oslo e Helsinki, tutti personaggi specializzati in un aspetto particolare del grande colpo organizzato.

La casa di carta Cinematographe

La casa di cartaattraverso il suo titolo – sembra voler immediatamente suggerire una simbologia, riferendosi non solo al contenuto del palazzo, le banconote che devono essere rubate, ma soprattutto all’intrinseca fragilità di una struttura che ad uno sguardo esteriore sembra perfettamente solida, un po’ come i protagonisti della serie, ognuno con le proprie malcelate debolezze. Viene messo poi in evidenza l’aspetto delle vite degli ostaggi che – in una giornata qualunque – rischiano di essere messe a repentaglio. Persone normali, ognuna con le proprie vicissitudini personali, che si trovano improvvisamente alle prese con una rapina anomala, a cominciare dai suoi esecutori, visibilmente preoccupati che nulla di male possa succedere agli impiegati.

La casa di carta Cinematographe

Fra apparenti colpi di scena un po’ forzati e situazioni che – come accennato – necessitano di essere spiegate meglio negli episodi successivi – l’esordio de La casa di carta si rivela comunque promettente, soprattutto grazie all’ottima regia, in grado di balzare con armoniosa dinamicità da un aspetto all’altro dell’intricato piano dei nostri insoliti rapinatori mascherati da  Salvador Dalí – quasi a volerne sottolineare l’inaspettata creatività. Val la pena dunque proseguire nella visione, per scoprire il destino di questi eccentrici artisti della rapina, in una serie che promette di rappresentare una variante originale agli attuali prodotti televisivi di genere crime.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione