Jams #UnitiPiùCheMai: recensione della serie TV Rai

Un’edizione speciale in cinque inediti episodi della fortunata serie teen per raccontare la nuova quotidianità dei ragazzi ai tempi del Covid19, tra video-chat, lezioni da casa, incontri sui balconi, ma anche nuove difficoltà e preoccupazioni da affrontare insieme, grazie all’amicizia. In onda su Rai Gulp e disponibile su RaiPlay.

In che modo la vita della gente è cambiata e si è dovuta adattare ai tempi della quarantena e dell’emergenza Coronavirus? La risposta ce l’ha data la quotidianità stessa e l’abbiamo potuta vedere con i nostri occhi in questi interminabili e durissimi mesi in cui tutto si è fermato, costringendo miliardi di persone al confinamento domiciliare, all’isolamento e al distanziamento sociale. Nonostante l’entrata ufficiale nella Fase 3, la situazione però è ancora seria e le misure restrittive adottate dal Governo, seppure ridotte, sono lì in vigore per garantire un margine di sicurezza in caso di recidiva e per scongiurare una seconda ondata.

Tra le misure adottate c’è anche quella della chiusura delle scuole, con tutto ciò che ne consegue. A farne le spese sono state le fasce più giovani della popolazione, che hanno dovuto restare, come quelle adulte, barricate per settimane intere in casa. Cosa ha significato per loro tutto questo, come lo hanno affrontato, che segni ha lasciato nei più piccoli? Ha provato a raccontarcelo Jams #UnitiPiùCheMai, la special edition targata Rai Ragazzi e Stand by me della fortunata serie Teen, in onda su Rai Gulp e disponibile su RaiPlay dallo scorso 8 giugno.

Jams #UnitiPiùCheMai: una special edition per raccontare la vita dei giovani protagonisti ai tempi del Covid-19

Jams #UnitiPiùCheMai cinematographe.it

Realizzata seguendo tutti i protocolli di sicurezza, la miniserie è composta da cinque inediti episodi che anticipano l’arrivo della terza stagione già in cantiere. Come le precedenti, anche questa edizione speciale ci porta al seguito dei quattro protagonisti Joy, Alice, Max e Stefano, i Jams appunto. Stessi personaggi, dunque, ma gettati nell’occhio del ciclone di una situazione molto diversa rispetto a quella nella quale il pubblico dei più piccoli li ha visti muoversi e interagire. Anche le loro esistenze, così come quelle dei coetanei nella vita reale, sono state letteralmente stravolte e messe in discussione da una pandemia che li ha allontanati da tutto ciò che è a loro caro. Ed è questo che gli autori della serie hanno voluto raccontare sul piccolo schermo nell’arco dei nuovi capitoli, che iniziano proprio nel mese di marzo 2020, quando i Jams, come tutti gli italiani, sono costretti dentro casa a causa della pandemia.

Jams #UnitiPiùCheMai cinematographe.it

Ciascuno di loro vive e si approccia alla situazione in maniera diversa, con ognuno chiamato ad affrontare momenti e dinamiche difficili che riguardano gli affetti nelle diverse espressioni. Lontani fisicamente, ma vicini virtualmente grazie alle tecnologie delle quali dispongono, i quattro amici restano comunque in “contatto” costante tra di loro e con i compagni di classe e di giochi, ma anche con i parenti e gli insegnanti. Il tutto dalle camerette e dagli spazi più o meno grandi delle rispettive abitazioni, con i pc portatili, i tablet, i cellulari e le webcam, a renderlo possibile, nonostante i tanto odiati problemi di connessione. Ed è proprio con e attraverso gli scambi virtuali che si va a comporre la narrazione verticale e orizzontale di Jams #UnitiPiùCheMai, con quest’ultima alimentata non solo dalle esperienze individuali e collettive, ma anche da un nuovo contest voluto dalla special guest Martina Attili, che nel ruolo di se stessa già dalla seconda stagione coinvolge i personaggi in avvincenti sfide musicali. Stavolta la giovane cantautrice rivelazione di X Factor li invita a creare un videoclip sulle note di un brano che parla delle loro condizione attuale. Chi vincerà tra i Jams, gli agguerriti e storici rivali The Best e un terzo inaspettato contendente? A chi andrà la vittoria finale del contest lo lasciamo alla visione, ma possiamo e vogliamo anticiparvi che l’esito non sarà poi così scontato. 

Lacrime e sorrisi, dolori e gioie quotidiane, diventano i colori della narrazione nella serie RAI

Jams #UnitiPiùCheMai cinematographe.it

Jams #UnitiPiùCheMai ovviamente conserva intatte le tematiche chiave della serie, che poi sono le stesse che animano la stragrande maggioranza dei prodotti che si rivolgono al target Kids-Teen. Il tutto calato ovviamente nella tragedia in atto, che metterà infatti a dura prova alcuni dei protagonisti, a cominciare da Alice (Giulia Cragnotti), voce narrante e baricentro della special edition, che si trova suo malgrado ad affrontare la preoccupazione per il nonno, che soffre di una malattia ai polmoni contratta anni prima sul lavoro e che purtroppo contrarrà il Covid19. Lacrime e sorrisi, dolori e gioie quotidiane, diventano di fatto i colori e le sfumature della narrazione, con gli sceneggiatori bravi a mescolarli senza soluzione di continuità nell’arco degli episodi. Il modus operandi attraverso cui ciò prende forma e sostanza transita ovviamente per esperienze di vita vissuta, di amicizia, amore e solidarietà. Ingredienti immancabili per un prodotto come questo, che ha fatto della semplicità e della corrispondenza dei suoi personaggi ai giovani spettatori il proprio apprezzato biglietto da visita.

Jams #UnitiPiùCheMai cinematographe.it

Tra alti e bassi strutturali, l’architettura generale arranca nelle fasi iniziali, dove fra il dovere di gettare le basi del racconto e presentare i personaggi e le new entry si finisce con il perdere per strada il pilot e l’episodio successivo, Dal giro di boa del terzo, invece la serie riesce finalmente ad assestarsi, restando in quota. La risalita e le migliorie arrivano grazie all’introduzione del contest e de una serie di situazioni emotivamente variegate (molto riuscite le video-lezioni con il prof o gli “appuntamenti amorosi” in rete tra Max – il sempre convincente Andrea Dolcini  e le sue nuove fiamme) che conferiscono quel giusto twist alla timeline. Si passa così in un battito di ciglia dal dramma ai toni più leggeri, ma tenendo sempre il focus ben piazzato sulle reazioni dei protagonisti alle sollecitazioni che scaturiscono dalla quarantena.

Jams #UnitiPiùCheMai: la scarsa qualità della color correction depotenzializza la confezione e la regia

Jams #UnitiPiùCheMai cinematographe.it

Dal punto di vista tecnico, invece, il lavoro “dietro la macchina da presa” di Emanuele Pisano, talentuoso giovane regista siciliano già al timone di Sara e Marti e dell’omonimo film, ha dovuto fare i conti con le limitazioni legate all’emergenza e ai protocolli da seguire per portare a termine le riprese. Non deve essere stato per nulla facile, ma il risultato ha comunque i suoi pregi, a cominciare dal ritmo, dall’inserimento di soluzioni visive hi-tech azzeccate (vedi la action-cam piazzata sullo skate) e dall’equilibrio raggiunto tra l’utilizzo dei device e la cinepresa. Proprio la coesistenza e la gestione dei molteplici hardware è il punto di forza di questa edizione, penalizzate però pesantemente da una confezione e da una resa fotografica complessiva davvero pessima. La color correction è si dimostra non all’altezza della situazione, trasformandosi in un vero e proprio tallone d’Achille che depotenzializza il prodotto per quanto concerne la componente visiva, oltre che rovinare il lavoro fatto dal regista prima e dai montatori poi. Davvero un gran peccato.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia  - 1.5
Recitazione - 2
Sonoro - 2
Emozione - 2.5

2.1

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