voto del pubblico 4.5/5
voto finale 3.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Il codice da un miliardo di dollari, ispirata alla storia degli inventori di TerraVision, è la mini-serie creata da Oliver Ziegenbalg e diretta da Robert Thalheim, uscita su Netflix il 7 ottobre 2021 e subito entrata a far parte della Top 10 della piattaforma streamig, non passando inosservata nemmeno a fronte del successo globale di Squid Game. Del resto il successo di film come The Social Network (2010) di David Fincher e della serie Halt and Catch Fire (2014-2017) ideata da Christopher Cantwell e Christopher C. Rogers hanno dimostrato quanto ci affascinino le storie di coloro che hanno plasmato il nostro presente, storie di inventori, programmatori e ingegneri che spesso si accompagnano con conflitti personali e professionali garantendo così la ricetta perfetta per un dramma emozionante e coinvolgente.

Il Codice da un Miliardo di Dollari: l’epica battaglia giudiziaria di Art+com contro Google in quattro episodi

Berlino, primi anni Novanta, il Muro è appena caduto e il mondo sta cambiando velocemente. In questo panorama Carsten Schüter (Leonard Scheircher e Mark Waschke), un artista digitale, sta cercando un programmatore che lo aiuti nel suo progetto finale per l’accademia di belle arti. In questa occasione incontra Juri Müller (Marius Ahrendt e Misel Maticevic) un brillante  ingegnere informatico. Lavorando insieme Carsten e Juri divengono amici e iniziano a pensare alla creazione di un software che possa unire gli utenti connessi in rete dando loro l’opportunità di visitare qualsiasi luogo del pianeta. L’algoritmo creato da Juri per unire immagini satellitari, riprese aeree, dati altimetrici e architettonici sarà la base di TerraVision.

Per realizzare TerraVision Juri e Carsten ricevono un finanziamento dalla Deutsche Telekom e, in seguito al soggiorno nella Silicon Valley nel 1994 e all’incontro con Brian Anderson (Lukas Loughran), fondano Art+com. Durante il soggiorno Anderson e Müller si avvicinano molto, al punto che Juri gli racconterà come ha scritto l’algoritmo di TerraVision. Nel 2005 la Silicon Graphics – la compagnia di Brian Anderson – e Google lanciano Google Earth, un atlante digitale che permette di fare viaggi virtuali, conoscere distanze e percorsi; un plagio in violazione del brevetto di TerraVision. Passano anni, ma Art+com non si arrende e riesce a trovare un avvocato che lotterà con loro contro il colosso americano.

Il Codice da un Miliardo di Dollari ripercorre abbastanza fedelmente la storia vera a cui si ispira

La miniserie si muove tra passato e presente, gli anni novanta e i primi anni dieci del 2000, attraverso una ricostruzione accurata non solo in merito agli eventi legati al caso giudiziario, ma anche al contesto socio-culturale in cui venne creato TerraVision. Il codice da un miliardo di dollari racconta in modo appassionante il contesto artistico e culturale della Berlino degli anni Novanta: il fervore, le prime start-up e l’entusiasmo verso un mondo nuovo che stava nascendo. Si tratta di un contesto fondamentale per comprendere le idee di Juri e Carsten, i quali volevano creare una società all’avanguardia che potesse raggiungere tutti, fornendo libere informazioni agli utenti collegati a una qualsiasi rete internet nel mondo. Un’idea che oggi ci sembra vecchia, ma che in un’epoca in cui si credeva che internet non sarebbe mai uscito dalle università era rivoluzionaria.

Il montaggio unisce insieme i due piani temporali e le differenti istanze creando un senso di speranza verso mondi in divenire. Da una parte l’attenta ricostruzione di Berlino negli anni Novanta, dai costumi alle scenografie, fino alla colonna sonora, ci ricorda una realtà in cui tutto sembrava possibile; mentre le deposizioni e le aule di tribunale, in cui Juri e Carsten si muovono tra il 2014 e il 2016, sono rappresentative dell’oscurità con cui per anni i due inventori hanno dovuto convivere e da cui cercheranno di uscire lottando con forza e tenacia.

Il codice da un miliardo di dollari, presentata durante il festival di Zurigo e dedicata alla memoria del pioniere dei new media Joachim Sauter (che ha collaborato alla realizzazione della serie TV poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel luglio del 2021), mette a confronto il mondo degli hacker tedeschi, dove gli ideali erano la porta verso un nuovo mondo, e il sempre più vacillante idealismo che caratterizzò la nascita della Silicon Valley, ma che appare ormai sempre più perduto.
Va sottolineato che la serie non ricalca per filo e per segno gli eventi reali. I creatori infatti si sono basati sui documenti processuali, ispirandosi ad alcuni personaggi reali, ma scegliendo di omettere alcuni dettagli e cambiare la storia in modo da renderla a tutti gli effetti ciò che doveva essere: un prodotto d’intrattenimento da vedere d’un fiato, anche senza essere a conoscenza del complicato mondo informatico di cui parla.