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E dopo Supergirl, alias Kara Zor-El, cugina kryptoniana di Superman, è il turno di Kate Kane, raccogliere il testimone del cugino Bruce Wayne e indossare i panni del suo alter ego Batman per riportare l’ordine in una Gotham City ormai in preda alla disperazione e al caos. Una metropoli, quella che da decenni fa da cornice alle (di)avventure trans-mediali del Cavaliere Oscuro e dei  personaggi che popolano il suo franchise (da Gotham a Catwoman, passando per Joker), rimasta nuovamente e per fortuna non definitivamente orfana del suo pipistrello custode (in arrivo al cinema  il 25 giugno 2021 The Batman di Matt Reeves con Robert Pattinson), misteriosamente scomparso nel nulla da tre anni.

Batwoman: nella prima stagione del serie Tv, Kate Kane indossa i panni della vigilante al posto del cugino Bruce Wayne misteriosamente scomparso

Per fare fronte alla situazione, che vede il dipartimento di polizia locale invaso da gang criminali, Jacob Kane (Dougray Scott) e il suo Crows Private Security di livello militare ora protegge la città con onnipresente potenza di fuoco e milizie. Anni prima, la prima moglie e la figlia di Jacob rimasero uccise a causa del fuoco incrociato nel mezzo di una bagarre di criminalità. Dopo quel tragico evento, l’uomo ha mandato la sua unica figlia sopravvissuta, la già citata Kate (Ruby Rose), via da Gotham per la sua stessa sicurezza.

Tuttavia, dopo essere stata espulsa con disonore dalla scuola militare – dove ha sopportato anni di brutale addestramento alla sopravvivenza – Kate torna a casa e scopre che la banda chiamata Alice nel Paese delle Meraviglie ha preso di mira suo padre e la sua compagnia di sicurezza, rapendo il suo miglior ufficiale, Sophie Moore (Meagan Tandy), nonché vecchia fiamma della protagonista. Sebbene si sia risposato con la ricca Catherine Hamilton-Kane (Elizabeth Anweis), che finanzia i Crows, Jacob sta ancora lottando con i sentimenti per la famiglia che ha perso, mantenendo comunque a distanza la secondogenita. Ma lei è una donna che ha finito di chiedere il permesso e torna in città per dare il suo contributo alla causa, trasformandosi in una nuova amazzone alata e giustiziera della notte.

Batwoman: la visione del pilot mette in evidenza certe crepe narrative, drammaturgiche e stilistiche che difficilmente potranno ricomporsi nel corso della serie

Tutto questo e molto di più è al centro del pilot della serie televisiva statunitense creata da Caroline Dries, al suo debutto in made patria sul canale the CW lo scorso autunno e basata sul personaggio omonimo della DC Comics nato dalle menti e dal tratto di Geoff Johns, Grant Morrison, Greg Rucka, Mark Waid e Keith Giffen. Ora finalmente la nuova eroina (la seconda Batwoman nella mitologia DC Comics e la sua prima comparsa nei fumetti risale al 2006) è approdata sugli schermi nostrani e sin dall’episodio inaugurale della prima stagione ha messo non poca carne al fuoco.

Se sarà tutto fumo e niente arrosto lo vedremo nei restanti quindici capitoli che la compongono. Nel frattempo, l’eco delle voci di corridoio provenienti da oltreoceano non erano per nulla incoraggianti e in effetti ciò che abbiamo potuto vedere nei quaranta minuti iniziali sembra confermare tali giudizi. Per abitudine, non siamo soliti dare seguito ai rumors, ma la visione ha messo in evidenza certe crepe narrative, drammaturgiche e stilistiche che difficilmente potranno ricomporsi.

Batwoman: la chiusura del puzzle con tutti i tasselli al loro posto e la discesa in campo rappresentano il magma narrativo della timeline della puntata inaugurale     

La puntata pilota ovviamente ha il compito principale di presentare l’universo che anima la serie, a cominciare dall’identikit della protagonista e di coloro che l’assistono o la fronteggiano. E fin qui tutto nella norma e ben architettato. Secondo step quello di delineare le fasi iniziali e dare corpo a tutti quegli eventi che innescano il racconto. Ed è qui che si palesano le crepe strutturali delle quali si accennava in precedenza, con una successione di incastri.

L’episodio in questione non a caso è stato battezzato Nascita di una leggenda e mostra, tra un flashback e l’atro, gli antefatti e le dinamiche che porteranno Kate a vestire i panni di Batwoman, compresa la scoperta della batcaverna e della vera identità del facoltoso cugino. La chiusura del puzzle con tutti i tasselli al loro posto e la discesa in campo rappresentano il magma narrativo della timeline, con la neonata vigilante che prende in prestito i pezzi forti dell’arsenale del suo predecessore per andare a salvare l’amata dalle grinfie del villain di turno e annunciare a Gotham, oltre che al pubblico del piccolo schermo, la sua entrata in scena.

Il tutto si consuma in un epilogo marziale ambientato sul tetto di un grattacielo in costruzione con l’eroina impegnata in un poco spettacolare cat fight con una Alice squilibrata accecata dal desiderio di vendetta, che ha non poche cose in comune con Kate e con suo padre.

Batwoman è l’ennesimo prodotto derivato che tenta furbescamente, ma annaspando, di sfruttare il mito del Cavaliere Oscuro per adescare i suoi esigenti appassionati

Batwoman è al contempo una sorta di ideale sequel in versione femminile e di spin-off del franchise di Batman, proprio come accaduto in precedenza con il poco entusiasmante progetto di Supergirl. La showrunner Caroline Dries mette insieme i tasselli e fa quello che può, ma si fa fatica ad appassionarsi a un personaggio che stenta a decollare. Persino la sua omosessualità, che  avrebbe potuto dare un carattere inedito al genere e al filone d’appartenenza, qui viene vanificato da un utilizzo superficiale. Insomma, bisogna accontentarsi dell’ennesimo prodotto derivato che tenta furbescamente, ma annaspando, di sfruttare il mito del Cavaliere Oscuro e adescare i suoi esigenti appassionati.    

L’episodio diretto da Marcos Siega è disponibile dal 17 marzo in anteprima su Sky on demand e andrà in onda il 24 Marzo 2020 su Premium Action.