Steven Spielberg: “Ecco cosa ho detto a Nolan prima che facesse Dunkirk”

Prima di realizzare Dunkirk, Christopher Nolan ha voluto discutere con un altro regista, Steven Spielberg, filmmaker di Salvate il soldato Ryan

Ebbene, nel mix dei film che si contendono il maggior numero di nomination agli Oscar del prossimo anno, a far spiccare Dunkirk di Christopher Nolan potrebbe essere il suo ruolo come uno dei film più viscerali della seconda guerra mondiale mai realizzato. Ma prima di iniziare a lavorare sulla sua pellicola da 70 mm, il regista ha voluto chiedere un parere a qualcuno che era stato nelle trincee prima di lui: Steven Spielberg.

L’uomo dietro Salvate il soldato Ryan, un’altra intensa pellicola sulla seconda guerra mondiale, ha prestato a Nolan una versione originale del suo film premiato dall’Academy Award da mostrare alla sua crew e, inoltre, ha condiviso con il collega un consiglio fondamentale, come ha spiegato a Variety:

Conoscendo e rispettando il fatto che Chris è uno dei registi più fantasiosi del mondo, il mio consiglio a lui è stato quello di lasciare la sua immaginazione, come ho fatto io in Salvate il soldato Ryan, in secondo piano rispetto alla ricerca che stava facendo per autenticare questo dramma storico.

Nolan ha chiaramente preso a cuore il suo consiglio: non ci sono lo stile Inception o altri trucchetti da blockbuster nel film, ma stranamente guardare Salvate il soldato Ryan ha rivelato al regista cosa non voleva fare. “Il film non ha perso nulla del suo potere”, ha spiegato. “Ha una scena d’apertura veramente orribile, e ci sono successive sequenze che sono orribili da guardare. Non volevamo competere con questo perché è un risultato incredibile. Mi sono reso conto che stavo cercando un diverso tipo di tensione”.

“Avevo bisogno di suspense e il linguaggio della suspense è quello per cui non puoi togliere gli occhi dallo schermo”, ha aggiunto Nolan. “La lingua dell’orrore è quella in cui nascondi gli occhi. Stai guardando lontano. È una forma diversa di tensione. Abbiamo costruito i nostri set-pieces non intorno alla violenza, non per il sangue, ma per il pericolo fisico”.

Come ha affermato Nolan in tutti i suoi incontri stampa per Dunkirk, e ciò che sottolinea nuovamente è “Non ho visto questo come film come una pellicola di guerra. L’ho vista come una storia di sopravvivenza”.

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