Spike Lee - Cinematographe.it

Spike Lee ha scelto prima di difendere Woody Allen dalle accuse di molestie, definendolo “un amico” e una “vittima”, poi ha preferito ritrattare e scusarsi

In questo particolare momento storico, le celebrità che scelgono di scusarsi per alcune loro dichiarazioni o posizioni prese in passato, aumentano di giorno in giorno. E dopo la creatrice di Friends che si è detta pentita per alcune scelte di casting, ecco che anche Spike Lee ha scelto di ritornare sui suoi passi per aver difeso Woody Allen.

Il regista statunitense è impegnato nella promozione del suo ultimo film, Da 5 Bloods, disponibile su Netflix da venerdì 12 giugno. Intervenuto durante la trasmissione radio In the Morning, Spike Lee aveva dichiarato:

Vorrei solo dire che Woody Allen è un grande regista e questa cosa della cancellazione non riguarda solo Woody. Penso che quando guarderemo indietro, vedremo che – a parte l’uccisione di qualcuno – non si può semplicemente cancellare qualcuno come se non fosse mai esistito.

Successivamente, Lee ha twittato le sue scuse:

Mi scuso profondamente. Le mie parole erano sbagliate. Non tollero e non tollererò molestie, aggressioni o violenze sessuali. Tale trattamento provoca danni reali che non possono essere minimizzati.

Ricordiamo che Dylan Farrow, la figlia adottiva di Allen, lo ha accusato di averla molestata quando aveva sette anni. Allen ha negato l’accusa e ha ribadito la sua innocenza nella sua autobiografia del 2020. Spike Lee aveva precedentemente difeso il collega dichiarando “E’ un grande regista, e un mio amico” e definendolo una sorta di vittima della “cultura della cancellazione”.