RIFF 2020 – Havel è il miglior film. Ecco tutti i vincitori della XIX edizione

Sono stati annunciati i vincitori della XIX edizione del RIFF - Rome Independent Film Festival, svoltasi interamente online su Mymovies. 

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Il premio al miglior Lungometraggio va ad Havel di Slávek Horák. Ecco chi sono i vincitori del RIFF 2020

Sono stati annunciati i vincitori della XIX edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival, svoltasi interamente online su Mymovies. Le Sezioni del concorso sono: Lungometraggi, Documentari internazionali, Documentari italiani, Cortometraggi internazionali, Cortometraggi italiani, Cortometraggi d’animazione, Cortometraggi realizzati dagli studenti e le Sezioni per le Sceneggiature e i Soggetti. La giuria è composta da: Fabrizio Lucci (direttore della fotografia), Anselma Dell’Olio (regista e critica), Lino Guanciale (attore), Lapo Gresleri (critico cinematografico), Patricia Mayorga Marcos (giornalista cilena), Ahmed Ejaz (giornalista Pakistano), Stefano Ratchev (musicista e compositore di colonne sonore per il cinema).

Miglior Lungometraggio del RIFF 2020 è Havel di Slávek Horák. Per la giuria: “un film ben riuscito, in cui i rischi di prevedibilità della struttura biopic vengono neutralizzati dall’efficacia dello straniamento teatrale con cui vengono trattati alcuni snodi fondamentali della sceneggiatura. L’essere sempre tra due dimensioni è il punto di forza di Havel. Siamo visivamente e piacevolmente spiazzati ogni volta quando veniamo proiettati dalla realtà al palcoscenico di un teatro e alla sua rappresentazione. La scenografia, i costumi, la bravura attoriale, la qualità della scrittura che supera tutte le difficoltà delle biografie firmate e la colonna sonora “czech punk” che riescono a veicolare lo spettatore dentro la storia, donano a questo film un valore aggiunto non indifferente. Per ultimo ma non meno importante l’uso della luce, che sottolinea l’atmosfera di ogni scena e che rende la fotografia di questo lavoro davvero interessante. Che dire di più, una rara biopic che non tende all’agiografia”.

Havel è il film dedicato alla vita di Václav Havel, eminente drammaturgo, dissidente e presidente ceco. La pellicola, che si svolge tra gli anni 1968 e 1989, ripercorre i momenti chiave dell’impegno di Havel contro il regime comunista, il periodo della prigionia, la stesura di Charta 77 e la lotta per i diritti umani e per l’affermazione della verità.

Havel

Una menzione speciale è andata al film La Fortaleza di Jorge Thielen-Armand. Il Premio alla Miglior Sceneggiatura di Lungometraggio va a Fred Buscaglione – Una vita al massimo di Gino Clemente “per la capacità di riportare alla luce la parabola ascendente di un astro della musica italiana swing che riuscì già durante la guerra a farsi notare per poi fare esplodere la sua musica in tutti i juke-box d’Italia. La passione per la vita che lo caratterizzò viene alla luce grazie ad una scrittura tanto semplice quanto solare”.

Il Premio alla Miglior Sceneggiatura di Cortometraggio va a Il Vino Cattivo di Gabriele Galligani, mentre il Premio al Miglior Soggetto va a Camilla non sta bene di Paola Michelini e Francesca Staasch. Il Premio al Miglior Corto d’Animazione va a To the Dusty Sea di Héloïse Ferlay (Francia), perché è “un piccolo capolavoro, curato nei minimi dettagli. Uno stop motion bellissimo, girato con tecniche da film live action. Siamo convinti che questa regista farà parlare di sé”.

Per la sezione Corti internazionali il Premio al Miglior Corto Internazionale va a Khoonab di Mojtaba Ghasemi (Iran) che vince perché è “un lavoro molto intenso, ben ideato, che propone uno scorcio di attualità reale e brutale raccontato magistralmente. Un omaggio accorato alle donne combattenti , che porta sullo schermo la realtà troppo poco conosciuta dell’attuale guerra in Siria”. Miglior Corto Italiano è Zheng di Giacomo Sebastiani che vince “perché riesce nel difficile intento di raccontare l’emarginazione dello straniero raccontata dal suo punto di vista, nello specifico l’isolamento e la chiusura della comunità cinese a Torino composta da altre chiusure e aspirazioni singole e collettive a una vita più dignitosa, che parta dal dialogo e l’apertura verso gli altri”.

Infine, il Premio Rai Cinema Channel, che consiste in un contratto di acquisto dei diritti web e free tv del corto e che darà al vincitore visibilità sul sito e sui canali Rai, va a The Recycling Man di Carlo Ballauri “per l’originalità dei temi trattati, per la scrittura curata nei minimi dettagli, per l’ambientazione in perfetto stile cyberpunk, ma assolutamente credibile, per la fotografia, per gli effetti speciali… tutti degni di una grande produzione cinematografica. Ma soprattutto per aver osato, riuscendoci”.

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