Ray Fisher, Justice League -Cinematographe

Ray Fisher per la prima volta affronta il suo addio forzato al personaggio di Cyborg, cancellato dal DCEU

L’attore Ray Fisher sta continuando la sua battaglia contro WarnerMedia, postando su Twitter una lunga lettera in cui, per la prima volta, parla del suo licenziamento dal film The Flash. L’attore, infatti, non interpreterà più Cyborg, personaggio visto in Justice League. Al momento sembra che Warner Bros. non ne voglia sapere di un recasting e che quindi Cyborg verrà semplicemente “tagliato fuori” dal DCEU.

L’ attore di Justice League ha detto di essere “fortemente in disaccordo con la loro decisione”, ma ha aggiunto che non ne era sorpreso. Ha nuovamente contestato il presidente della DC Films Walter Hamada, sostenendo che l’uomo ha minato le indagini sulle denunce di Fisher sulla condotta dei dirigenti WB sul set del film Justice League. Fisher è in guerra con la Warner Bros. dallo scorso luglio, da quando ha ufficialmente accusato il regista Joss Whedon di abusi durante le riprese di Justice League.

Ecco la lettera completa postata dall’attore su Twitter:

Ho ricevuto la conferma ufficiale che la Warner Bros. Pictures ha deciso di rimuovermi dal cast di The Flash. Non sono assolutamente d’accordo con la loro decisione, ma non mi sorprende. Nonostante il malinteso, il coinvolgimento di Cyborg in The Flash è stato molto più grande di un cameo – e mentre piango l’opportunità perduta di riportare Victor Stone sullo schermo, portare luce sulle azioni di Walter Hamada si rivelerà un contributo molto più importante al nostro mondo.

Il 30 dicembre 2020 ho chiarito che non potevo – con la coscienza pulita – partecipare a nessuna produzione associata all’attuale presidente della DC Films, Walter Hamada. Il ragionamento alla base di quella dichiarazione è duplice: 1) il tentativo intenzionale di Walter di minare l’indagine al fine di proteggere il suo amico, ed ex co-presidente, Geoff Johns. 2) Il tentativo di Walter di proteggersi contribuendo alla diffusione pubblica di bugie e disinformazione su di me e sull’indagine.