pieces of woman, cinematographe

Pieces of a Woman è uno dei film che sta facendo più discutere al momento, con un quasi unanime consenso da parte di critica e pubblico. L’intenso ed estremamente drammatico film con protagonisti Vanessa Kirby e Shia LeBouf, che affronta temi come la maternità e il lutto, è ricco di momenti indimenticabili e di scene che rimarranno indelebili nella mente dei telespettatori. Lodata per la sua straordinaria interpretazione, per la quale ha vinto la Coppa Volpi, la Kirby racconta la scena più impegnativa e cioè della del devastante parto che la protagonista deve affrontare.

Vanessa Kirby e la scena più impegnativa di Pieces of a Woman

pieces of a woman

Si tratta della scena iniziale, dove Martha, futura madre in procinto di dare alla luce un bambino, ha deciso di partorire in casa. Il regista di Pieces of a Woman Kornél Mundruczó sceglie di catturare l’intera scena, dal momento in cui a Martha le si rompono le acque fino alla tragica conclusione di quel parto, in una sola unica ripresa senza tagli. Una scena indubbiamente complessa, ma anche evocativa e caratterizzata da una performance incredibile. “Probabilmente la parte più difficile è stata quella iniziale, perché è come se avessi sentito l’azione“, ha dichiarato l’attrice. “Sai che hai circa 30 minuti senza tagli e non vuoi far cadere l’emozione e l’immedesimazione perché se lo fai, bisogna ricominciare tutto da capo ed è deludente per l’intera troupe. Ma una volta che ci sei dentro, è come essere sulle montagne russe, perché sei in caduta libera. In un certo senso non sai cosa succederà. La maggior parte delle battute sono improvvisate. Io sapevo tutti i movimenti che dovevo fare, ma non pensavo realmente a nulla, dovevo essere presente a me stessa in tutti quei momenti“.

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Mentre Mundruczó è dietro la macchina da presa, le persone coinvolte nel realizzare una scena così complessa sono molte di più di quante si può immaginare. “Il team di protesi che è stato nascosto nell’armadio della camera da letto, ha tirato fuori tutto quando la macchina da presa ha lasciato la camera, cioè quando nel film Sean è al telefono“, ha spiegato la Kirby. “Il team di protesi ha quindi dovuto mettere velocemente la testa del bambino esattamente dove doveva essere quando la macchina da presa sarebbe tornata. Ma non solo, perché ha aggiunto un eroe non celebrato davanti all’obiettivo: il bambino vero che stava aspettando dietro l’angolo con i suoi genitori nell’altra stanza. Sarebbe apparso improvvisamente e sarebbe stato silenzioso. Non avremmo potuto fare niente di tutto ciò senza queste persone in particolare coinvolte nella scena“.

 

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