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Il nuovo Pet Sematary di Kevin Kolsch e Dennis Widmyer è ormai prossimo all’uscita, ma la domanda sorge già: ha una scena post-crediti che apra ad un nuovo franchising?

Pet Sematary del 2019 costituisce il secondo riadattamento del romanzo del 1983 di Stephen King, ampiamente considerato come uno dei suoi lavori più spaventosi. La prima versione venne tradotta sul grande schermo da Mary Lambert nel 1989 (con un sequel più violento nel 1992) e, al contrario della suddetta che ha cercato di essere il più fedele possibile alla vicenda originale, questa nuova interpretazione dei registi Kevin Kolsch e Dennis Widmyer non fa certo mistero di volersi prendere qualche licenza.

Ora, la storia centrale di Pet Sematary rimane la stessa: un medico e la sua famiglia si trasferiscono in una casa remota nel Maine affianco ad un bosco, al cui interno vi è un “innocuo” cimitero per animali domestici situato su un po’ meno innocuo terreno sepolcrale. Ma la pellicola decide di divergere dal libro e dal film precedente in alcuni modi alquanto curiosi, al punto che, mentre i minuti passano, allo spettatore può sorgere legittimamente il dubbio che si voglia creare terreno fertile per un potenziale sequel.

Ma se ci sarà un moderno Pet Sematary 2, la pellicola non ne fa esplicitamente riferimento: Pet Sematary non ha una scena post-crediti.

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Tuttavia, ciò non significa che lo spettatore dovrebbe semplicemente precipitarsi fuori dopo il finale. Vale la pena rimanere oltre i titoli di coda per la cover del “Pet Sematary” dei Ramones rivisitata da Starcrawler. Non è interessante quanto l’originale, ma vale almeno un ascolto.

La  famosa canzone della band punk rock che ha suonato è stata scritta da Dee Dee Ramone dopo aver incontrato King, un grande fan dei Ramones, e pubblicata in contemporanea con l’uscita del film del 1989 nell’album Brain Drain. Anche se non è stata accolta positivamente dalla critica, la canzone è diventata un cult grazie al film, quindi è logico che sia stata rispolverata per l’occasione. Includere qualcosa che in modo così esplicito fa riferimento al Pet Sematary originale, anche se nei titoli di coda, è una mossa interessante del remake, nonostante la scelta dei registi di impostarlo in maniera libera.

Sebbene non ci sia una scena post-crediti in Pet Sematary, ciò non esclude la possibilità di un sequel. Il film originale ne ha uno, dopotutto, ed in più i franchising horror sono storicamente dei comprovati successi. Il produttore Lorenzo di Bonaventura ha recentemente affermato che c’è sicuramente spazio per un prequel di Pet Sematary che possa esplorare i precedenti usi del cimitero (e probabilmente espandendo di più la storia dello spirito del Windingo).

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