Diretto da Claudio Noce e con protagonista Pierfrancesco Favino, Padrenostro arriva in prima TV assoluta

Dopo all’enorme successo di critica, e dopo aver conquistato il Festival di Venezia, Padrenostro arriva in prima TV! Diretto da Claudio Noce, già regista di La foresta di ghiaccio del 2014 e di Good morning Aman del 2009, il film narra la storia di una famiglia rimasta sconvolta da un terribile avvenimento: un attentato ai danni del padre da parte di un gruppo di terroristi. Il film è basato sulla storia autobiografica del regista (anche sceneggiatore insieme ad Enrico Audenino) che, nel dicembre del 1976 all’età di due anni, visse in prima persona l’incubo di un attentato terroristico ai danni del padre magistrato. Per questo film Pierfrancesco Favino ha vinto l’ambita Coppa Volpi. Ma dove si potrà vedere?

sky cinema, cinematographe.it

Il film arriva in prima TV su Sky e NOW TV. La prima tv del film andrà in onda sabato 16 gennaio, alle 21.15 su Sky Cinema Due (e alle 21.45 su Sky Cinema Drama), disponibile anche on demand su Sky e in streaming su NOW TV.

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Roma, 1976. Valerio (Mattia Garaci) ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando, insieme alla madre (Barbara Ronchi), assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian (Francesco Gheghi), un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell’incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite.

Claudio Noce ha spiegato così il profondo significato personale, e non solo, che ha per lui questo film: “Nel dicembre del 1976, quando mio padre subì l’attentato, io avevo due anni, abbastanza per comprendere la paura, troppo pochi per capire che quell’affanno avrebbe abitato dentro di me per molto tempo. Non sono mai riuscito a dirglielo. Durante tutte le fasi della lavorazione del film ho affrontato una faticosa battaglia interiore. Ho lavorato su due piani distinti: uno fortemente evocativo in forte relazione con la porzione autobiografica della storia, l’altro più libero, emancipato dai miei ricordi e più conforme alla favola dell’amicizia. I due piani tuttavia sono comparati sullo stesso terreno di studio e di indagine”.