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Ortigia Film Festival, che si terrà a Siracusa dal 18 al 23 agosto 2020, svela i documentari e i cortometraggi in concorso

Da sempre attento alle produzioni internazionali, il concorso documentari della XII edizione di Ortigia Film Festival quest’anno propone due anteprime mondiali, due nazionali e una regionale. La giuria presieduta da Piero Li Donni è composta dagli Allievi del CSC, Scuola Nazionale di Cinema, Sede Sicilia. Alberto Gimignani presenterà le serate di OFF XII e modererà gli incontri con gli autori dei cortometraggi in concorso. Insieme alla madrina Barbara Tabita condurrà la serata inaugurale e l’evento di premiazione del festival, mentre gli incontri con gli autori saranno moderati da Steve Della Casa.

Si inizia il 18 agosto alle 22:30 in Arena Logoteta con l’anteprima regionale di Because of my body il documentario per la regia di Francesco Cannavà che indaga la disabilità e il rapporto con il piacere e la sessualità. Al termine della proiezione Francesco Cannavà incontrerà il pubblico. Il 19 agosto alle 23:30 sarà la volta dell’anteprima nazionale di Living Heritage: a triptych diretto da Adrian Lo. Il documentario sull’artigianato locale di Hong Kong, sulla perfezione artistica intrecciata ad un profondo senso di comunità. Il 20 agosto, alle 22:30, l’anteprima mondiale di Freedom – You cannot do this life wrong, del danese Nicolaj Pennestri, un viaggio che parte dalla rive del Gange e ci conduce alle esperienze di uomini e donne rinati e trasformati dalla meditazione e dalla pratica consapevole dello Yoga guidata dalla voce di Anand Mehrotra, uno dei più importanti e innovativi insegnanti di Yoga della nostra epoca. Al termine della proiezione, il regista Nicolaj Pennestri, la co-produttrice Micaela Di Nardo e uno dei protagonisti Matheus Bertoni, incontreranno il pubblico.

Ortigia Film Festival 2020: tra le opere in concorso anche Favolacce

Il 20 agosto alle 23:50 ci sarà l’anteprima nazionale di La Scuola nella foresta di Emanuela Zuccalà. Tre attiviste liberiane per i diritti delle donne, rischiano la vita per opporsi alla pratica della mutilazione genitale femminile in Liberia. Uno spaccato tragico sulle Bush School e l’enorme influenza politica di Sande che impedisce al Parlamento di emanare una legge che criminalizzi le mutilazioni genitali femminili. Il 21 agosto alle 22:30, l’anteprima mondiale di Sisterhood di Domiziana De Fulvio. Sisterhood è la storia di tre squadre di basket femminili che giocano nei campi di strada di Beirut, Roma e New York. Scatti di punti di vista e riprese video di corpi in movimento, ci mostrano come i personaggi – con o senza hijab, bianchi o neri, adolescenti o quarantenni – combattono ogni giorno gli stereotipi di genere e sociali e la discriminazione, riprendendo il gioco. Al termine della proiezione, Domiziana De Fulvio incontrerà il pubblico. Il 22 agosto, alle 23:00, La Scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese. Benedetta Barzini, femminista militante, scrittrice e docente universitaria, in continua lotta con quel sistema che non le appartiene e che per lei significa solo sfruttamento femminile, decide oggi all’età di 75 anni, di lasciare tutto, scomparire per raggiungere un luogo lontano e abbandonare il mondo delle immagini, delle ambiguità e di tutti gli stereotipi a cui la vita l’ha obbligata.

Per la sezione dei cortometraggi internazionali 13 titoli in concorso tra anteprime nazionali e regionali: Ben per la regia di Teresa Sala, Ilaria Vergani Bassi, Gabriel Beddoes, Mattia Parisotto; Delitto Naturale per la regia di Valentina Bertuzzi; Che Dio sia con te per la regia di Gianluca Mangiasciutti; Trentacinque – numero provvisorio di Alessio Di Cosimo e Juan Diego Puerta Lopez; Le mani sulle macerie per la regia di Niccolò Riviera; Churubusco, per la regia di Lorenzo Zanini; The Flood diretto da Kristijan Krajnčan; Fairyocious per la regia di Fabien Ara; Il vestito di Maurizio Ravallese; L’oro di famiglia di Emanuele Pisano; Snow Babel di Rossella De Venuto; Stardust di Antonio Andrisani in anteprima regionale e dall’Iran The Note per la regia di Siavash Eydani.