Martin Scorsese - Cinematographe.it

Martin Scorsese è tornato a parlare di Coronavirus, spiegando come abbia temuto il virus ma anche raggiunto nuove consapevolezze sui valori della vita

Sul finire del mese di maggio, sulla BBC usciva il cortometraggio che Martin Scorsese aveva girato durante le settimane di isolamento forzato, dovuto all’emergenza sanitaria che ha coinvolto tutto il mondo. In quell’occasione, il cineasta statunitense aveva dichiarato:

In futuro voglio portare con me ciò che sono stato costretto a imparare in questa circostanza. L’essenziale, le persone che ami, prenderti cura di loro e starci insieme il più possibile.

Adesso, a distanza di due mesi, Scorsese è tornato sull’argomento in occasione di un’intervista rilasciata al direttore de La Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro:

Soffro di asma da tutta la vita, e questo virus a quanto pare attacca i polmoni più che qualsiasi altra parte del corpo. Mi sono reso conto che avrei potuto davvero tirare il mio ultimo respiro in quella stanza della mia casa che era stata un rifugio e ora era diventata una specie di fortezza, e stavo iniziando a sentirla come la mia prigione. Mi sono ritrovato solo, nella mia stanza, a vivere da un respiro all’altro. A febbraio, quando mi sono reso conto che tutto si stava fermando (“solo una pausa”, si diceva) e che io e mia moglie avremmo dovuto metterci in quarantena e rimanere a casa per un periodo di tempo indefinito, l’ansia ha fatto la sua apparizione. Una nuova forma di ansia. L’ansia di non sapere nulla. Proprio nulla. Poi, qualcosa, è arrivato. Si è posato su di me e dentro di me. Non so descriverlo diversamente. All’improvviso ho visto tutto da un punto di vista diverso, migliore. Sì, non sapevo ancora che cosa sarebbe successo, ma non lo sapeva nessuno. Avrei potuto ammalarmi e non lasciare mai più quella stanza, ma, se fosse accaduto, non avrei potuto farci niente. È divenuto tutto più semplice e ho provato un senso di sollievo. E questa consapevolezza mi ha riportato agli aspetti essenziali della mia vita. Ai miei amici e alle persone che amo, alle persone di cui devo prendermi cura.

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