Mark Ruffalo Avengers: Infinity War Cinematographe
Credit: Adriana M. Barraza/WENN.com

Mark Ruffalo ha risposto ai commenti di Martin Scorsese riguardo i film dei Marvel Studios attraverso un lungo editoriale

La polemica tra Martin Scorsese e il Marvel Cinematic Universe sembra non avere fine. A parlare questa volta è Mark Ruffalo, interprete di Hulk, che ha voluto rispondere con un editoriale dove spiega l’enorme impatto emotivo che i film dei Marvel Studios hanno sul pubblico:

Vorrei invitatlo [Scorsere] a osservare il pubblico commuoversi mentre vede uno di questi film. Non ho mai fatto un film dove il pubblico piangeva alla fine, gridava e era colpita più di quanto lo fosse in questi.

L’attore tuttavia non ha solo parlato della sfera emotiva, ma ha anche ripreso alcuni commenti che Martin Scorsese ha fatto riguardo le iniziative di successo finanziario che dettano il panorama del cinema, suggerendo allo stesso regista di contribuire a creare un fondo nazionale che permetta di realizzare film o aiutare a trovare parte dei fondi.

Nel suo editoriale per il New York Times infatti, Scorsese a espresso la sua frustrazione per il fatto che i film di successo con un alto budget stanno ultimamente spopolando nei cinema, lasciando poco spazio a prodotti come il suo The Irishman e altri con budget più bassi, che non vengono così valutati come i cinecomic. Tutto questo porta a destinare ai servizi streaming tutti quei progetti che i registi pensano per il grande schermo.

Su un punto però Mark Ruffallo è d’accordo con il regista, riguardo il dare spazio a storie diverse a cui dare un riconoscimento a livello nazionale:

Se viviamo in un mondo in cui il guadagno è la nostra unità di misura del valore di una società, allora si, chiunque realizzi la cosa più grande la dominerà. E continuerà sempre a farlo. In quell’articolo, ha detto qualcosa di veramente interessante e vorrei che lo prendesse fino in fondo. Ha detto: “Non sto suggerendo di sovvenzionare i film”, ma è esattamente quello che dovrebbe fare. Dovremmo avere un fondo nazionale che sovvenzioni e sostenga un altro tipo di cinema. Se si lavora con l’idea di “Proverò a fare un film che abbia successo economico” (cosa che tra l’altro fa anche lui), come puoi lamentarti di quel sistema quando non sei in cima a quel sistema stesso?

L’attore ha poi aggiunto:

Mi piacerebbe vedere Marty creare un fondo cinematografica nazionale e potrebbe farlo, dando una possibilità ai giovani talenti che non sono solo guidati dal mercato ma dai precetti dell’arte, sarebbe fantastico.

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