Linda Hamilton di Terminator e il suo grave disturbo bipolare: “non scambiatemi per il mio personaggio”

Linda Hamilton ha rotto il ghiaccio e ha voluto parlare del suo disturbo bipolare.

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I fan di Terminator la conoscono principalmente per essere il personaggio di Sarah Connor, una donna forte e pronta a salvare del mondo. Nel mondo reale, però, Linda Hamilton non è proprio così. Durante un’intervista con AP Radio, la Hamilton ha rivelato di soffrire del disturbo di bipolarismo e da piccola sfogava i suoi problemi mangiando compulsivamente.

linda hamilton, cinematographe.it

Per quasi due decenni ha provato diverse terapie, cercando di riuscire a trovare le risposte per risolvere il suo problema. Ha poi deciso di parlarne solo nel momento in cui ha capito come tenere sotto controllo la sua malattia. Ha deciso di parlarne in modo particolare per chi la segue, che possano avere lo stesso coraggio di convivere con il bipolarismo, senza esserne sopraffatto.

linda hamilton, cinematographe.it

“Per favore, non confondete chi sono realmente con chi è il mio personaggio”, ha detto l’attrice durante l’intervista. “Io non avevo la capacità di eliminare quella mia condizione e pensare alle altre persone per non trascinarle nel buio. Pesava tutto su di me”.  L’attrice ha spiegato che ha avuto sintomi per venti anni, in cui aveva sbalzi d’umore. “Il mio primo marito ha detto che provavo la gioia più incredibile e il dolore più brutto che ne consegue. Senza dargli un nome, aveva praticamente riassunto ciò che avevo io”.

La Hamilton ha spiegato che con questa malattia passa “un periodo straordinariamente brillante, in cui non hai bisogno di dormire. Penso di aver dormito quattro ore a notte per quattro anni. Il sonno non sembra neanche necessario. Ti svegli sentendoti benissimo. Non erano tutte sensazioni bellissime. Successivamente poi infuriavo in maniera eccessiva, perché il mio sistema era esaurito”.

linda hamilton, cinematographe.it

“Circa dieci anni fa”, ha continuato poi “stavo davvero crollando, perché non solo cercavo le risposte, ma le cercavo nelle droghe e nell’alcol, mentre provavo a mantenere saldi i miei matrimonio. A quel punto poi qualcuno mi ha detto che ero bipolare e ho iniziato a prendere delle medicine”. La Hamilton ora sembra tenere sotto controllo la sua malattia e ne ha parlato perché essere bipolare non è una colpa, ma attraverso la sua testimonianza vuole aiutare quanti come lei ne soffrono ma non hanno il coraggio di parlarne.

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