Joker: l’analisi del trailer finale

Il trailer finale del film con Joaquin Phoenix ci mostra l'escalation di dolore che porterà Arthur Fleck alla più crudele e lucida forma di follia immaginabile, quella che deriva dal rifiuto e detona improvvisamente, come una bomba inarrestabile.

Joker arriverà nella nostre sale cinematografiche a partire dal prossimo 3 ottobre e sarà un’esperienza indimenticabile, ne siamo praticamente certi.

Il trailer finale di Joker è un viaggio dritto verso la follia

La storia del Joker dalle origini, questo vedremo nella pellicola diretta da Todd Philips, il cui protagonista è un Joaquin Phoenix che, dai trailer che abbiamo visto, dalle immagini e dalle clip, è in vero stato di grazia. A chi gli ha chiesto qualcosa del personaggio, interpretato dal suo amico Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro, Phoenix ha risposto che quell’iterazione è “inarrivabile” ma che, mentre era sul set, gli sembrava di averlo accanto a sé il suo amico scomparso troppo presto, Heath, e quello che ha deciso di fare lui è stato rendergli omaggio nel miglior modo possibile. E potrebbe esserci riuscito davvero, Joaquin Phoenix.

Joker cinematographe.it

In questo nuovo trailer, che è l’ultimo che vedremo prima dell’arrivo della pellicola al cinema, Joaquin Phoenix mostra tutta la vulnerabilità che ha chi desidera ardentemente farcela nella vita, ma viene costantemente umiliato da chi è o pensa di essere più forte. In questo caso il protagonista viene sbeffeggiato dal presentatore del programma all’interno del quale vorrebbe entrare come comico (Robert De Niro), dalla madre di un bimbo che lui sta cercando (con successo peraltro), di far sorridere sull’autobus, dalla vita stessa, in generale, quando anche la psicologa sembra dargli il benservito. E quello che vediamo è un uomo che pensa al suo mondo come a qualcosa che non potrà mai migliorare, è la negatività personificata e sembra trovare conforto solo tra le braccia della bella Zazie Beetz, Arthur… Tuttavia, sappiamo che a un certo punto il filo che lo legava alla sua anima si spezzerà, e nascerà dalle ceneri del Signor Fleck, qualcosa che si avvicina molto all’essenza pura del Male.

Joker, Cinematographe.it

L’interpretazione di Phoenix è così intensa e realistica da farci quasi tifare per Arthur Fleck

Perché ciò che non comprende chi non si trova nelle condizioni in cui vive Fleck, stare cioè ai margini della società e del mondo, senza che gli sia riconosciuto nulla, ma venendo continuamente sbeffeggiato, deriso, allontanato, rifiutato, è che giorno dopo giorno la miccia che potrebbe dare fuoco alle polveri si accorcia, arrivando al momento dell’esplosione che, quando avviene, è devastante. Per la prima volta sentiamo pronunciare il nome del personaggio principale del film nelle sue vesti di villain ed è proprio Phoenix a farlo, quando si presenta – visibilmente più sicuro di sé, completamente cambiato dagli accadimenti – di nuovo al programma di De Niro, al cui personaggio chiede:

Ah, Marrey, un piccolo favore: quando mi farai entrare, mi annunceresti come Joker?

Joker, cinematographe.it

La lucida follia, l’escalation di rancore e rabbia che nascono dall’emarginazione e dal rifiuto porteranno Arthur Fleck a trasformarsi nel personaggio tra i più cattivi che siano mai stati creati per le pagine dei fumetti. E questo perché il Principe del Crimine metterà tutta la città di Gotham sotto scacco, dopo esserne stato vittima, dopo essere stato inglobato dal nulla dell’indifferenza ed esserne uscito, a suo modo, vincitore, scevro da ogni legame con il mondo che lo circonda del quale vuole fare, adesso, il suo parco giochi personale. E l’attore che porta sullo schermo questo dolore che si trasforma in ardimentosa e controllata sete di vendetta, ci porta con sé in un viaggio nell’oscurità durante il quale, ahi-noi, non possiamo far altro che seguire la scia del Joker, per il quale alcuni – se non tutti – potremmo essere portati addirittura a tifare.

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