John Williams vuole ritirarsi dal cinema (ma non dalla musica)

Il leggendario compositore John Williams ha deciso di ritirarsi dal mondo del cinema. La sua ultima colonna sonora sarà quella di Indiana Jones 5

John Williams ha lasciato intendere che quella di Indiana Jones 5 potrebbe essere la sua ultima colonna sonora. Il leggendario musicista e compositore premio Oscar – artista dietro indimenticabili colonne sonore come quella de Lo squalo, Star Wars, ET e Jurassic Park – ha annunciato il suo ritiro in un’intervista con Associated Press: “Al momento sto lavorando a Indiana Jones 5, che Harrison Ford – che è un po’ più giovane di me – penso che ha annunciato sarà il suo ultimo film. Quindi, ho pensato: se Harrison può farlo, allora forse posso farlo anche io”.

John Williams, 90 anni, ha sottolineato l’impegno di sei mesi spesso richiesto dai film di successo. Ha detto: “A questo età diventa un impegno troppo grande per me”. Ma il cinque volte premio Oscar ha chiarito che non ha intenzione di chiudere con la musica.

John Williams e il ritiro dalle colonne sonore

John Williams, star wars, Cinematographe

Di recente Williams è tornato a comporre le colonne sonore per l’Universo di Star Wars scrivendo il tema della serie Disney+ Obi-Wan Kenobi, ma il compositore rivela di voler dedicare il suo tempo alla musica e alla musica da concerto. Ha anche pubblicato l’album A Gathering of Friends, una collaborazione con il violoncellista Yo-Yo Ma. L’album è stato registrato con la New York Philharmonic e presenta anche un nuovo arrangiamento del tema di Schindler’s List. Ieri sera – giovedì 23 giugno – Williams ha tenuto un concerto al Kennedy Center, che la National Symphony Orchestra ha annunciato come un “concerto di gala per il 90° compleanno”, insieme a lui c’erano la violinista Anne-Sophie Mutter, il violoncellista Yo-Yo Ma e il partner cinematografico di lunga data Steven Spielberg.

Per John Williams, che ha spento 90 candeline a febbraio, la musica “mi ha dato la capacità di respirare, la capacità di vivere e capire che c’è di più nella vita corporea. Senza essere religioso, cosa che non sono particolarmente, c’è una vita spirituale, una vita artistica, un regno che è al di sopra della mondanità della realtà quotidiana. La musica può elevare il pensiero al livello della poesia. Possiamo riflettere su quanto la musica sia stata necessaria per l’umanità. Mi piace sempre ipotizzare che la musica sia più antica del linguaggio, che probabilmente stavamo suonando la batteria e suonando sulle ance prima di poter parlare. Quindi è una parte essenziale della nostra umanità. Mi ha dato la vita.

Fonte: Variety

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