Jessica Lange

Jessica Lange oggi, 20 aprile, compie gli anni e noi di Cinematograhe vogliamo omaggiarla con un articolo che ripercorre i tanti anni di carriera cinematografica, dal famoso King Kong del 1976 diretto da John Guillermin, ormai diventato cult e ripreso più volte nel corso degli anni con diversi remake (come non ricordare quello del 2005 diretto da Peter Jackson) all’ultima apparizione, questa volta non cinematografica ma televisiva, all’interno della fortunata serie tv diretta da Ryan Murphy intitolata American Horror Story. Qui l’attrice interpreta quattro personaggi differenti, uno per ogni stagione alla quale ha partecipato: Constance nella prima stagione (Murder House), che l’ha portata alla vittoria di un Golden Globe, Suor Jude nella stagione (Asylum), la bellissima e potente Fiona nella terza stagione (Coven) e per finire Elsa Mars nell’ultima stagione alla quale Jessica Lange ha partecipato (Freak Show). Ma torniamo indietro nel tempo, al famoso 1976, anno in cui Jessica Lange si approccia per la prima volta al mondo cinematografico in un film (King Kong) che piace molto al pubblico, meno alla critica. Sono anni in cui l’attrice ha bisogno di costruirsi maggiore credibilità, e chi meglio di Jack Nicholson può riuscire nell’intento? È così che nasce la collaborazione con l’attore, già reduce dal premio Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e reso celebre per Shining (1980). La coppia si rivela vincente e Il postino suona sempre due volte di Bob Refelson (remake del film hollywoodiano del 1946) segna definitivamente l’avvio della carriera cinematografica della bella e giovane Jessica Lange.

Jessica Lange
Jessica Lange in una scena di AHS: Coven

Buon compleanno Jessica Lange: da King Kong ad America Horror Story

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Jessica Lange in una scena de Il postino suona sempre due volte

Sono anni floridi, in cui le sue interpretazioni vengono riconosciute anche e soprattutto dall’Academy Awards: vince la prima statuetta con Tootsie di Sydney Pollack (1982), proprio un anno dopo la sua collaborazione con Jack Nicholson, nel 1982. La statuetta come Migliore Attrice Non Protagonista segna anche una svolta importante, infatti il ruolo di Julie Nichols è il primo ruolo comico dell’attrice, che definisce così la sua bravura non unicamente circoscritta in ruoli drammatici. Dopo Nicholson, questo è l’anno di Dustin Hoffman e della nascita di una nuova collaborazione che, come visto, porta ad un bellissimo risultato per il film e un riconoscimento speciale per gli attori. Dopo altre quattro nomination agli Oscar, nelle grandi produzioni di Frances (1982), Country (1984), Sweet dreams e Music Box – Prova d’accusa (1985), arriva la seconda statuetta e questa volta come Migliore Attrice Protagonista per Blue Sky di Tony Richardson (1994), dove lavora in coppia con Tommy Lee Jones. A tal proposito l’attrice ha più volte sostenuto “Senza di lui il mio personaggio non sarebbe diventato quello che avete visto sul grande schermo; senza Tommy (Lee Jones) non avrebbe raggiunto tanta credibilità”.

Jessica Lange – un’attrice eclettica e capace di grandi performance

Jessica Lange
Jessica Lange in Blue Sky

Nella seconda metà degli anni Novanta l’attrice fa un passo indietro dal mondo cinematografico, accettando ruoli e/o produzioni minori. Quello che non cambia è l’amore per la recitazione, che trasuda da ogni suo personaggio: da Rob Roy di Michael Caton-Jones, film in cui l’attrice è presente in poche scene ma di grande impatto, alla leggendaria Tamora, la regina dei Goti in cerca di vendetta di Titus (1999), rappresentazione cinematografica della tragedia shakespeariana Tito Andronico. Diretta da Julie Taymor, Jessica lange lavora insieme a Anthony Hopkins in una produzione che porterà il film alla nomination agli Oscar per i migliori costumi dell’italiana Milena Canonero.

Jessica lange
Jessica Lange è Tamora in Titus

Gli anni Duemila portano Jessica Lange ad occuparsi della famiglia, allontanandola nuovamente dal mondo cinematografico, seppur non manchino produzioni delicate e capaci di entrare nell’animo dello spettatore, come Big Fish di Tim Burton (2003), e commedie sull’amicizia come Quel che resta di mio marito. Qui collabora per la seconda volta con Kathy Bates (le due attrici si ritroveranno anche nella terza e quarta stagione di American Horror Story, pochi anni dopo). Chiude il cerchio In Secret di Charlie Stratton (2013), basato sul romanzo Teresa Raquin di Émile Zola, stesso romanzo da cui era iniziata la carriera dell’attrice con Il postino suona sempre due volte. Qui si chiude il nostro viaggio cinematografico in compagnia di Jessica Lange, alla quale auguriamo buon compleanno, attendendo di vederla nella nuova produzione Wild Oats.

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