coronavirus, Harvey Weinstein

Harvey Weinstein, il premiato produttore cinematografico, è stato licenziato dalla sua società, The Weinstein Company. È conosciuto soprattutto per la produzione di una serie di film acclamati dalla critica come Pulp Fiction, Clerks, Sex, Lies and Videotape, Il lato positivo e Good Will Hunting, e ha anche vinto un Oscar per Shakespeare in Love. Weinstein ha anche prodotto vari progetti teatrali di successo come Billy Elliot the Musical, e August: Osage County.

La caduta in disgrazia del produttore sessantacinquenne è iniziata quando qualche giorno fa si sono diffuse notizie sul fatto che l’uomo stesse portando avanti una battaglia legale per numerose accuse di molestie sessuali che da decenni sarebbero state perpetrate ai danni di ex dipendenti e collaboratori. La controversia è sfuggita di mano quando l’attrice Ashley Judd è uscita dall’ombra rivelando di essere stata anche lei oggetto di presunte molestie sessuali da parte di Weinstein, che risalivano ai tempi in cui il dirigente stava ancora dirigendo la Miramax – che ora è di proprietà della Disney. Pochi giorni dopo le affermazioni emerse, la società Weinstein ha rivelato in una dichiarazione ufficiale (via ABC) che il consiglio d’amministrazione dell’organizzazione aveva deciso di escludere Weinstein:

 “Alla luce delle nuove informazioni sulla cattiva condotta di Harvey Weinstein, emerse negli ultimi giorni, i direttori della Weinstein Company – Robert Weinstein, Lance Maerov, Richard Koenigsberg e Tarak Ben Ammar – hanno determinato e hanno informato Harvey Weinstein che il suo impiego con The Weinstein Company è terminato, con efficacia immediata”.

Questo lascia la Società Weinstein nelle mani del fratello Bob, che è anche co-fondatore e co-presidente con l’aiuto del direttore ufficiale David Glasser. Sia Bob che David avevano cercato di spingere Weinstein fuori dello studio cinematografico perchè preoccupati che la sua affiliazione con il marchio avrebbe avuto ripercussioni in termini di ingaggio degli attori e ottenimento di progetti fuori dal campo. Ciò ha portato Harvey essere costretto a prendere un congedo indefinito prima di essere definitivamente escluso dalla compagnia.

Harvey Weinstein: quale il futuro della compagnia dopo il suo licenziamento?

Weinstein ha inizialmente respinto le accuse, anche minacciando il New York Times – che ha pubblicato le notizie – di avviare una causa legale. L’avvocato di Weinstein, Charles J. Harder, ha respinto le accuse, affermando che “si basano principalmente su notizie false, apparentemente rubate da un file del personale dipendente, che sono state smentite da nove diversi testimoni oculari”. Il produttore esecutivo vincitore dell’Oscar credeva di poter affrontare questa controversia e di reclamare il suo posto non solo a Hollywood ma anche in ambito politico – essendo un ottimo finanziatore di campagne per molti politici.  Purtroppo, con parecchie grandi star che lo hanno accusato apertamente per le sue supposte azioni improprie, esprimendo il loro appoggio alle vittime, la Compagnia Weinstein non aveva altra scelta se non licenziare il proprio presidente.

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