Gomorra: Vincenzo Sacchettino alias “Danielino” arrestato insieme al padre e al fratello per traffico di droga 

La banda smerciava tra Napoli e Caserta per un giro d'affari di 70 mila euro al mese.

Scatta l’arresto per Vincenzo Sacchettino, il giovane attore che nella prima stagione di Gomorra – La serie aveva vestito i panni Danielino. Il ragazzo, 24 anni, è stato preso dai Carabinieri insieme al padre Pasquale, 57 anni, e al fratello Raffaele, 30 anni, nell’indagine sulla banda di spacciatori che si aggirava tra le province di Napoli e Caserta (Giugliano, Lusciano, Parete e Trentola Ducenta).

Gomorra, Vincenzo Sacchettino di nuovo in manette: è la quarta volta

Sacchettino Vincenzo

Secondo le ricostruzioni dei militari, la banda non disponeva di una vera e propria base operativa, bensì raggiungeva i clienti dopo accordi presi velocemente al telefono. Soprattutto trattava cocaina, smerciando microdosi da 0,3 grammi, e ogni mese riusciva a piazzare circa un chilo di droga, incassando intorno ai 70 mila euro.  

Non è di certo la prima volta che Vincenzo Sacchettino di Gomorra si caccia nei guai. Già in tre precedenti occasioni le autorità avevano colto in fallo l’ormai ex attore, che nella serie televisiva prestava il volto a un giovane meccanico assoldato da Ciro Di Marzio per assassinare un membro del clan di Salvatore Conte e poi ucciso da quest’ultimo nella celeberrima scena del “Vieni a te piglia’ o perdono“.

Gomorra Vincenzo Sacchettino

Lo scorso gennaio l’ex star di Gomorra venne fermata a Scampia per un controllo e trovato in possesso delle chiavi di una vettura dov’era custodita una pistola. Nel giugno 2019 era, invece, finito dietro le sbarre per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Allora i poliziotti del commissariato locale lo avevano visto consegnare qualcosa a un altro giovane; perquisito, gli avevano poi confiscato una cinquantina di dosi tra hashish e marijuana.

I primi precedenti penali risalgono al 2014, quando, poco dopo la fine delle riprese di Gomorra – La serie, le Forze dell’Ordine lo avevano individuato tra i partecipanti ad una rissa terminata a coltellate. Messo agli arresti, aveva poi scontato la condanna in un centro rieducativo.

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