Ghostbusters: Legacy – il cast ha fatto piangere il regista Ivan Reitman!

Il regista Ivan Reitman si è emozionato fino alle lacrime sul set di Ghostbusters: Legacy!

Il regista dell’originale Ghostbusters si è emozionato sul set di Ghostbusters: Legacy

Il regista originale di Ghostbusters Ivan Reitman, che ha prodotto il nuovo sequel Ghostbusters: Legacy (diretto dal figlio Jason Reitman), ha svelato un emotivo retroscena che risale alle riprese della nuova pellicola. “È stata un’esperienza molto personale e strappalacrime”, ha detto Reitman a THR, quando gli è stato chiesto del ritorno delle star del franchise Bill Murray, Dan Aykroyd ed Ernie Hudson. “Il giorno in cui tutti e tre si sono presentati per la prima volta sul set è stato semplicemente straordinario. Solo sentire l’atmosfera… non solo per me, ma ho avvertito che anche la troupe e il resto del cast percepiva la stessa emozione”.

Murray, Aykroyd e Hudson hanno un cameo in Ghostbusters: Legacy, diretta continuazione di Ghostbusters (1984) e Ghostbusters II (1989). Il nuovo film ignora il reboot femminile uscito nel 2016 e vede il trio riprendere i rispettivi ruoli di Peter Venkman, Ray Stantz e Winston Zeddemore. Il compianto Harold Ramis – che ha interpretato Egon Spengler nei due film originali – nel sequel è assente fisicamente, ma non emotivamente. Legacy si concentra infatti sulla figlia di Spengler, Callie (Carrie Coon), e sui suoi nipoti, Phoebe (Mckenna Grace) e Trevor (Finn Wolfhard) che si trasferiscono in una fattoria dell’Oklahoma che ha lasciato in eredità per loro. Poco dopo il loro arrivo iniziano a verificarsi degli eventi soprannaturali. Il regista Jason Reitman in precedenza aveva spiegato di essere stato ispirato a realizzare il sequel dopo la morte di Ramis , dicendo che “aveva bisogno di raccontare la storia” della famiglia Spengler.

Nel frattempo, il cast originale approva i nuovi arrivati nel franchise. Aykroyd ha recentemente lodato il lavoro svolto da Paul Rudd, che nel film interpreta l’insegnante di scienze Mr. Grooberson, definendolo “un grande comico” che ha tutte le carte in regola per diventare il Murray della sua generazione.

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