Gaspar Noé e “il bisogno di masturbarsi”: ecco spiegato il successo di quello “stupido film Netflix”

Gaspar Noé parla di sesso, masturbazione ed il successo del cinema "porno" durante il lockdown.

Il regista e autore di fama internazionale Gaspar Noé ha di recente rilasciato un’intervista a The Independent, parlando della strepitosa fama 365 giorni – nonostante la critica feroce e le recensioni con punteggio bassissimo su Rotten Tomatoes – è uno dei film più guardati di Netflix dell’anno 2020. Il film, infatti, è stato primo in classifica per diverso tempo, diventando un vero e proprio tormentone. Il film erotico polacco ha ripetuto il successo con il sequel, tratto dai romanzi di Blanka Lipińska, diventando primo in classifica nella Top 10 di Netflix in tutti i paesi che hanno accesso al servizio streaming. Il franchise, dunque, piace al pubblico e lo incolla allo schermo senza possibilità di scelta. Gaspar Noé, che dell’erotismo è un maestro (ricordiamo a suo nome film come Irréversible, Climax e il più recente Vortex), ha detto la sua riguardo il successo di 365 giorni.

Parlando del successo raggiunto dal suo film Love durante il lockdown del 2020, Gaspar Noé ha dato la sua interpretazione del grande interesse verso il materiale pornografico da parte del pubblico. «Ha avuto successo durante il lockdown perché il pubblico è composto da esseri umani che hanno bisogno di masturbarsi», ha affermato il regista. E che possa essere anche questo il motivo dietro la vastissima audience di 365 giorni? Sembra pensarla proprio così Noé, che ha dichiarato: “C’è anche quello stupido film polacco che era il primo in classifica. È perché le persone hanno bisogno di masturbarsi. Hanno un pene o… il contrario… Hanno solo bisogno di giocare con i loro giocattoli”.

Il film, pesantemente criticato dunque da Gaspar Noé, è stato diretto Barbara Białowąs e Tomasz Mandes, candidato a diversi Razzie Awards, ha vinto anche il premio per la peggiore sceneggiatura. I membri del cast originale Michele Morrone, Anna-Maria Sieklucka, Magdalena Lamparska e Otar Saralidze torneranno tutti per i sequel. Il franchise avrà un secondo sequel, con i medesimi registi e il ritorno di gran parte del cast originale. Il film è stato accusato di contribuire alla cultura dello stupro. Persino la cantante Duffy, sopravvissuta allo stupro, ha scritto una lettera a Netflix in cui ne richiedeva la rimozione del film. “Mi rattrista il fatto che Netflix fornisca una piattaforma per un simile ‘cinema’, che erotizza il rapimento e distorce la violenza sessuale e il traffico sessuale come fosse un film sexy”, ha scritto Duffy.

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