il ggg - Il grande gigante gentile recensione

Steven Spielberg illumina di magia l’atmosfera di Cannes 2016, con la presentazione in anteprima mondiale Fuori Concorso de Il GGG – Il Grande Gigante Gentile (trailer).

Un ritorno al passato per il grande regista americano, a quel cinema che ha caratterizzato opere come Hook o E.T. L’extraterrestre, in cui il mondo dell’immaginazione viene raccontato sullo sfondo del rapporto tra infanzia e mondo adulto e tra umani e non, costituendo la base di un’importante crescita ed arricchimento interpersonale.

In particolare, ne Il Grande Gigante Gentile, tratto dall’omonimo bestseller per ragazzi di Roald Dhal, l’accento è sulla dimensione interiore della “grandezza” che, quasi sempre, non corrisponde né ad una condizione dettata dall’età anagrafica, né alle dimensioni del corpo, rivelando come nelle piccole forme di vita possa nascondersi grande saggezza e grande cuore.

il ggg - il grande gigante gentileIl GGG – Il Grande Gigante Gentile racconta la storia di Sofia, un’orfanella insonne e dalla mente fervida.

Una notte, affacciandosi dalla finestra della propria camera, Sofia vede un gigante che, accortosi di essere stato scoperto, la porta con sé nel proprio mondo per far sì che l’identità della sua specie non venga rivelata, con tutte le conseguenze occorrenti quando gli umani si trovano a dover rispettare una creatura diversa. Una volta giunti a destinazione, Sofia scopre che il gigante è l’unico vegetariano ed il più piccolo e bistrattato di un gruppo di cannibali e che ha un carattere mite ed amorevole.

Il GGG – così lo ribattezza Sofia  – parla una lingua stramba ed esilarante, attraverso la quale racconta della sua dieta a base di cetrionzoli e di quanto ai suoi simili piaccia invece nutrirsi di “human beans” (esilarante storpiatura alimentare di “human beings”). Sofia, che non vuole essere scambiata per un “fagiolo umano” dai famelici conterranei di GGG, resta stretta al suo gigante buono, accompagnandolo nei suoi viaggi notturni per consegnare sogni ai bambini addormentati. Ma il pericolo è sempre in agguato e Sofia realizza che l’unico modo per fermare i giganti crudeli è creare un sogno su misura da portare alla Regina d’Inghilterra, così che lei possa credere alla loro esistenza e renderli per sempre  innocui.

Il GGG – Il Grande Gigante Gentile: il ritorno di Steven Spielberg al mondo dell’immaginazione

il ggg - il grande gigante gentileSteven Spielberg mette in scena Il Grande Gigante Gentile creando un mondo incantevole,   dai colori magici e dalle atmosfere magnetiche, caratterizzando le sue creature fantastiche senza levare espressività ai loro interpreti. “Il casting in un film è più importante della regia” ha affermato il regista in conferenza stampa, confermando che la scelta di due attori eccezionali come il gigante Mark Rylance e la bimba Ruby Barnhill non è stato un caso ma frutto di un’accurata ricerca, perfettamente riuscita.

La cura maniacale per le immagini, tuttavia, sembra prevalere sull’attenzione alle emozioni che la nascita del rapporto di amicizia fra il GGG e Sofia dovrebbe suscitare, che resta invece un po’ trascurato, forse anche per la difficoltà a trasporre un’opera non perfettamente adattabile al linguaggio cinematografico.  La parte centrale del film dà l’impressione di una premessa troppo lunga all’epilogo e l’andamento rimane lento – quasi sospeso – fino all’entrata in scena della regina la quale, anche grazie alla personalità di Penelope Wilton e al modo in cui viene resa la “britannicità” della sua corte, conferisce al film quel ritmo ed umorismo incalzante che fino a quel momento aveva faticato ad emergere.

il ggg - il grande gigante gentilePiccoli dettagli, dovuti anche all’essere degli spettatori viziati quando si tratta di Steven Spielberg, abituati ad incontri fra esseri di altre specie memorabili e scolpiti nella storia del cinema: quando GGG allunga la mano verso Sofia, avremmo voluto provare lo stesso tuffo al cuore che abbiamo sentito quando un certo extraterrestre toccò con il suo ditone nodoso quello di un altro bambino, ma d’altra parte è anche e soprattutto l’irripetibilità che rende grande questo regista.

Quindi, sentimentalismi a parte, Il GGG –  Il Grande Gigante Gentile resta un film riuscito ma forse più adatto ad un pubblico adulto, sicuramente più pronto dei bambini ad apprezzare un’opera dal ritmo non proprio sostenuto ed in cui – più che ridere – si sorride, riflettendo su valori importanti come l’amicizia e l’importanza di lasciarsi andare ai sogni, spesso portatori di desideri che possono diventare realtà.

Il Grande Gigante Gentile, prodotto da Steven Spielberg e Walt Disney Pictures,  porterà nelle sale italiane le sue suggestive atmosfere natalizie il 30 dicembre 2016, distribuito da Medusa Film; nel cast anche Jermaine Clement e Rebecca Hall.

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