Festival di Cannes 2022, il toccante discorso di Zelensky: “Il dittatore perderà. Serve un nuovo Chaplin”

Il presidente ucraino in collegamento video con Cannes ha aperto il Festival, ricevendo una standing ovation dal pubblico dopo aver parlato della guerra e aver citato Apocalypse Now.

Il Festival di Cannes 2022 si è aperto con il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in collegamento con la Francia dal suo studio in Ucraina. La sua apparizione è stata una sorpresa per i presenti, che non aspettavano l’intervento del politico durante la prestigiosa premiazione cinematografica. L’intervento, tuttavia, ha lasciato una grande emozione ai presenti, che hanno risposto con una standing ovation corale. Zelensky, parlando al Festival di Cannes, ha voluto parlare ancora una volta con il mondo intero riguardo il conflitto armato che coinvolge Ucraina e Russia. Tra citazioni cinematografiche dotte ed un riferimento al geniale regista de Il Grande Dittatore, Charlie Chaplin, Zelesky ha davvero lasciato il Festival a bocca aperta.

Sono convinto che il dittatore perderà“, ha detto Zelensky in collegamento video da Kiev riferendosi al presidente russo Vladimir Putin. “Amo l’odore del napalm al mattino“, ha aggiunto, citando una delle frasi più celebri di Apocalypse Now per denunciare le atrocità commesse dall’esercito russo, secondo quanto riporta Bfmtv. “L’inferno non è l’inferno, la guerra è peggio“, ha detto ancora il leader ucraino invitando il mondo del cinema a non tacere. “Il cinema sta zitto o ne parlerà?”, ha chiesto, rivolgendosi al pubblico del Festival di Cannes ma anche al mondo. Poi, riferendosi proprio al film di Chaplin, ha affermato: “Abbiamo bisogno di un nuovo Chaplin per dimostrarci oggi che il cinema non è muto. L’odio alla fine scomparirà, i dittatori moriranno“. Infine, Zelensky ha accusato l’esercito russo di non fare altro oltre che “uccidere, uccidere, uccidere“. Il riferimento ai massacri di Bucha e Mariupol è chiaro.

Gli interventi del presidente ucraino non si sono limitati al Festival di Cannes, ma si sono estesi anche ad altre famose premiazioni internazionali. Il cinema è diventato un tramite per parlare di politica, di guerra, di ciò che accade nel mondo. Gli interventi di Zelensky ai Grammy e agli Oscar sono sempre stati messaggi di speranza, auspicandosi una fine celere della guerra. Parlando ai Grammy, Zelensky aveva affermato: “La guerra. Cosa c’è di più opposto alla musica? Il silenzio delle città in rovina e delle persone uccise”.

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