Don’t Look Up: due fisici ci spiegano se quello che accade nel film è possibile

Il nuovo disaster movie dissacrante di Adam McKay è stato analizzato dal punto di vista scientifico.

Don’t Look Up è arrivato su Netflix il 24 dicembre 2021

Don’t Look Up è la nuova pellicola umoristica scritta e diretta da Adam McKay (La grande scommessa, Vice) di casa Netflix che ha diviso totalmente sia l’opinione dei critici che del pubblico. All’interno della realizzazione assistiamo ad un evento catastrofico che minaccia la Terra: nello specifico una cometa chiamata “Killer di pianeti” che viene scoperta da due scienziati, ma che viene ignorata dalla maggior parte dei media e politici, ma anche dalla persone, con conseguenze ovviamente nefaste. Un titolo che prende in giro la nostra società e che utilizza dei pretesti scientifici piuttosto assurdi, ma voluti per rendere il tutto dissacrante e volutamente macchiettistico.

Don't Look UpEbbene, due fisici, Philip Lubin e Alexander Cohen, dell’Università di Santa Barbara in California, hanno voluto studiare Don’t Look Up dal punto di vista serioso per cercare di capire se, nel caso si presentasse una cometa simile nel nostro mondo, fosse possibile impedire la distruzione della nostra amata Terra. Parte del loro paper scientifico, reperibile grazie a CBS News, non lascia dubbi: salvarsi è tecnicamente possibile, anche con soli 6 mesi di preavviso, ma sarebbe necessario agire già nel primo mese, per programmare il lancio di penetratori nucleari in grado di far esplodere la cometa dall’interno dopo aver distrutto la crosta esterna del corpo stellare. Hanno poi aggiunto che idealmente è quasi impossibile trovarsi in una situazione del genere, ma almeno dovremmo essere teoricamente pronti con la tecnologia che abbiamo ora.

Peccato che il ragionamento dietro Don’t Look Up è decisamente molto più sottile di così e più che mettere in evidenza la nostra arretratezza tecnologica, fa capire in modo esagerato che, di fronte ad una minaccia simile, la maggior parte dei poteri forti proverebbe a guadagnare sulla tragedia piuttosto che salvare il pianeta, mentre una parte dei media e degli abitanti della Terra non crederebbe per nulla al problema.

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