Daniel Radcliffe svela il suo leggendario modello attoriale

In una recente intervista, l'attore di Harry Potter ha svelato l'interprete che ha ispirato la sua intera carriera.

Daniel Radcliffe è un giovane attore particolarmente apprezzato nel mondo hollywoodiano e da qualche anno la sua carriera ha subito un’impennata notevole, con alcune scelte di carriera che hanno portato il divo a raggiungere ancora di più il pubblico. Ovviamente, il suo successo è derivato interamente dalla saga cinematografica di Harry Potter (con i film usciti tra il 2001 e il 2011) che hanno permesso all’artista di farsi un nome all’interno dell’industria della settima arte. Da quanto ha abbandonato Hogwarts, però, la celebrità ha dimostrato più di una volta di non voler rimanere ingabbiato nella sua interpretazione più famosa, così da sperimentare sempre più ruoli sia sul grande che piccolo schermo, con anche tanti ruoli teatrali ricoperti.

Daniel Radcliffe - Cinematographe

Daniel Radcliffe si è ispirato ad un iconico divo di Hollywood

In una recente intervista per GQ, Daniel Radcliffe si è messo a nudo, raccontando la sua vita artistica e svelando, inaspettatamente, qual è e qual è stato il suo modello attoriale principale, il divo che in particolare che lo ha sempre ispirato. Il nome menzionato dal giovane divo, in realtà, non deve stupire tenendo conto delle sue interpretazioni leggendarie: ha nominato, infatti, Harrison Ford. Quest’ultimo, classe 1942, ha alle spalle una carriera travolgente e leggendaria con alcuni ruoli che sono rimasti nella storia del cinema basti pensare all’avventuriero Indiana Jones (nella saga omonima), il contrabbandiere Han Solo all’interno di Star Wars, il Cacciatore di androidi Rick Deckard in Blade Runner, giusto per citare i personaggi più noti che ha incarnato nel corso degli anni.

Indiana Jones 5 - Cinematographe.it

Ecco che quindi, pensando a Daniel Radcliffe, riusciamo a capire ancora di più il suo tentativo di scrollarsi di dosso l’immagine del maghetto occhialuto creato da J.K. Rowling perché, come il suo illustre “mentore” di recitazione, anche il suo allievo vuole a tutti i costi tracciare una linea nella storia del cinema e per farlo ha dovuto necessariamente buttarsi in molti altri progetti.

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