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Lo storico William Mann parla di come l’influenza spagnola del 1918 cambiò per sempre Hollywood e come potrebbe farlo anche il coronavirus

L’anno era il 1918. Mentre la prima guerra mondiale stava finendo l’influenza spagnola iniziò a devastare il mondo. Nel giro di un anno uccise 50 milioni di persone in tutto il mondo, 10 milioni in più di quelli che morirono in guerra. Esistono diversi parallelismi tra la risposta all’influenza spagnola e al Coronavirus. In entrambi i casi sono stati dichiarati gli stati d’emergenza; tutti i luoghi pubblici, compresi i cinema e le scuole, sono stati chiusi per mesi e si è consigliato di indossare mascherine in pubblico.

La pandemia di influenza spagnola ha provocato cambiamenti catastrofici nel mondo del cinema, molti dei quali orchestrati da Adolph Zukor, come la creazione degli Studios, che continuano a dominare Hollywood. In un’interessante intervista con Deadline lo storico William Mann parla del profondo impatto che la pandemia di influenza spagnola ha avuto sul mondo del cinema, quali grandi cambiamenti potrebbe portare l’attuale pandemia e quanto tempo ci vorrà affinché Hollywood si risollevi dalla crisi.

Coronavirus: i cinema possono sopravvivere a questa crisi?

Alla domanda su come si risolleveranno i proprietari dei cinema, lo storico ha così risposto:

Sarà davvero interessante. Penso che le chiusure dovute al COVID-19 potrebbero finire per avere un impatto tanto significativo sui film quanto l’influenza del 1918-19. Sarà diverso ovviamente, ma proprio come nel 1918 l’intera struttura del settore potrebbe cambiare in un paio d’anni. Il cinema nel 1921, a soli due anni dall’epidemia, non assomigliava per niente al settore del 1918, era cambiato radicalmente. La lunghezza dei film e il modo in cui le persone hanno acquistato i biglietti per i film, tutto è cambiato. I servizi streaming usano sostanzialmente il modello di Zukor. Controllano la produzione, la distribuzione… Zukor li avrebbe incoraggiati. È un modello molto efficiente e forse così si avrà la possibilità di mostrare i prodotti al pubblico. 

Ecco invece cosa ha risposto William Mann alla domanda su quali conseguenze subirà Hollywood dopo alla pandemia e su quando tornerà alla normalità:

È così difficile da dire. Voglio dire, Hollywood nel 1918 non è tornata alla normalità per almeno un altro anno. Ci è voluto così tanto tempo per recuperare le loro perdite e riaprire tutto. Non vediamo davvero riprendersi l’attività cinematografica, la crisi non finisce fino alla fine del 1919, chiaramente nel 1920. Quindi è difficile dire quanto tempo ci vorrà. Spero che le misure che abbiamo preso ora siano state più coerenti e speriamo che non ci impiegheremo così tanto tempo per riprenderci, ma chiaramente ci sarà un po’ di sofferenza economica.

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